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Il fabbro Stampa E-mail
fabbroAl travai dal fre' (il lavoro del fabbro) era legato in modo particolare al mondo contadino: si forgiavano sapi (zappe), trènt (tridenti), ransi (falci), s-lörij (vomeri per aratri).
Si provvedeva a tutte le parti in ferro dei mezzi di trasporto ai car; alla cerchiatura dei botai (botti); si assicuravano le porte delle case con frucc e cadenij (chiavistelli e catenacci); si costruivano i cerchi e gli sportelli per chiudere le cucine a legna in muratura, si corredava il camino con la catena, gli alari, la paletta.

La forgia era un semplice focolare rivestito in materiale refrattario, completato da una cappa.
Il fabbro col solo aiuto del fuoco, delle lunghe tenaglie a pinza e del martello ricavava da pezzi di ferro tantissimi oggetti: pezzi unici senza giunture.

Ferratura dei cavalli
Il fabbro, insieme ad un aiutante che teneva sollevata la piòta (zampa) dal caval, appoggiava allo zoccolo un ferro fatto arrossare sul feu (fuoco) per averne l'impronta e preparare il solco dentro cui far scivolare il fér (ferro) terminato.
Dopo il fabbro batteva ciascun ferro sull'incoiso (incudine) con un ritmo quasi musicale e lo inchiodava allo zoccolo del cavallo. Il lavoro terminava poi con la limatura dello zoccolo, che in seguito doveva spesso essere tagliato e riadattato alla ferratura.

Il maglio
Era una macchina fornita di una pesante mazza battente su di un'incoiso (incudine).
Il fabbro nella sua bottega molto buia, ma ricca di un fascino particolare, si serviva per alimentare il fuoco di un grosso mantice di pelle, azionato da una catena dal garzone di bottega
 
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