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La pesca Stampa E-mail

Molti avevano la barca per la pesca con la fiocina, poi si pescava anche con canna retino e bilancino. I pesci più comuni erano i barbi, le trote, i cavedani (i "quaiast"), le trote, le carpe, i pescigatto, le savette, le arborelle, i lucci e le anguille. Un'altra attività sul Po era quella dei pescatori di mestiere, che pescavano con le reti; non c'era licenza di vendita, le mogli dei pescatori passavano per il paese con la "cavagna" e vendevano il pesce appena pescato. C'erano pesci grossi e andavano a pescare anche di notte con le "citalene" (luci) e, se muovevano i sassi, i pesci venivano fuori.

Dall'intervista a Giuseppina Cattaneo
"Quando andavi a lavare a Po c'erano tanti pesci, e non avevano paura della gente. Mentre lavavamo avevamo i pesci che giravano intorno alle gambe, sembrava che ci fosse qualcuno che faceva il solletico. Quando levavano l'acqua dalle risaie, se volevi pesce in abbondanza, bastava che andassi su quei "puntin" (ponticelli dei canali?), saltavi giù e in mezzo al fango (la "nita"), c'erano un mucchio di pesci, erano solo sporchi, ma erano buonissimi. Anch'io ci sono andata e ne ho riempita una "tola" (secchio di latta)".

 
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