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La ricerca dell'oro: la Batea Stampa E-mail
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La ricerca dell'oro: la Batea
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Documenti storici a Crescentino

La batea 
La batea è il piatto fondo usato per la ricerca dell'oro.ricerca_oro_batea
L'oro dei depositi alluvionali (oro secondario, per distinguerlo dall'oro primario che si trova nelle miniere) si presenta sotto forma di granuli che generalmente non superano il paio di millimetri di dimensione. Raramente si hanno pagliuzze di dimensioni maggiori, ancora più raramente si può trovare una pepita.
Si è potuto mettere in relazione forma e dimensione dei granelli e delle scagliette d'oro con le località di rinvenimento, in particolare con il corso d'acqua che le ha trasportate ed accumulate, tanto da permettere di fare collezioni delle diverse tipologie reperibili sul terreno.
Qualunque sia il sistema adottato sul campo per il recupero dell'oro, si sfrutta sempre la proprietà dell'elevato peso specifico, che lo porta a depositarsi al di sotto dell'altro materiale presente.
Il mezzo più diffuso è quello del piatto fondo, che può presentare diverse forme e può essere indicato con diversi nomi: padella, piatto, batea.
Il termine batea ha prevalso sugli altri quando è stata possibile una fabbricazione industriale.
Il piatto tipico canavesano consiste di un disco, ottenuto dalla sezione trasversale di un tronco. Il lato di lavoro è scavata verso il centro, mentre il lato inferiore è lavorato in modo da darle una forma conica bombata. Ne risulta uno spessore variabile, piccolo sul bordo maggiore al centro.
Il piatto veniva fatto stagionare nel vino sia per conferirgli resistenza all'uso nell'acqua, sia, soprattutto, per conferirgli un colore di contrasto al giallo dell'oro, per facilitare l'individuazione delle pagliuzze.
La batea è l'evoluzione del piatto. La versione corrente presenta caratteristiche vantaggiose: è costruita in plastica, è leggera e ha maggior resistenza all'usura; può essere colorata di colori di contrasto come il nero; ha un prezzo accessibilissimo; non richiede particolari cure di manutenzione; ha una forma tronco conica per facilitare il lavaggio di moderate quantità di sabbia; presenta una serie di rilievi a mezza luna su un lato mentre sull'altra parte è liscia, così da renderla adatta a diverse granulometrie e fasi di lavorazione;
La cernita dell'oro con la batea si fa nel modo seguente:
si immerge la batea nel fiume con una quantità di sabbia non più di cento cc (circa un bicchiere), e le si imprimono movimenti traslatori e rotatori non bruschi. Poiché le parti più pesanti scendono sul fondo è possibile, inclinando maggiormente la batea e con alcuni movimenti più marcati, espellere la parte leggera; con la ripetizione di questa operazione sul fondo rimane una quantità esigua di polvere bagnata nella quale risaltano le eventuali presenze di oro.
Generalmente oltre all'oro si trova magnetite, che potrà essere eliminata tramite una calamita, operazione da fare una volta asciugato il ricavato. Le pagliuzze raccolte vengono conservate in fialette o in un pezzo di pelle di daino.
La ricerca dell'oro su Dora e Po è proseguita sino al 1950, oggi si fanno gare per divertimento.


 
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