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La vendita delle rane Stampa E-mail

Testimonianza di Gina Galuppini

Nonna Gina racconta che tanto tempo fa, quando nel 1957 fu eletta Miss Mondina, le risaie attorno a casa sua, a Sali Vercellese, erano piene di rane. Era una calda notte d'estate c'era silenzio nella risaia, in cielo brillavano le stelle e splendeva la luna; le rane dormivano tranquille quando d'improvviso spuntò quatto quatto il papà di nonna Gina che andava per rane armato di luce e sacco.
Le rane continuarono a dormire e ad una ad una finirono nel grosso sacco che ben presto si riempì. Così papà Stefano si mise il sacco sulle spalle e tornò a casa. Qui c'era nonna Gina, con la sua gonna rossa e la camicetta verde a fiori pronta per andare al mercato del venerdì a Vercelli a vendere le rane.
Appena arrivò il padre mise il sacco con le rane sulla sua bicicletta celeste e partì. La strada era lunga, nonna Gina pedalava e le rane gracidavano...non arrivava mai. Per otto chilometri vedeva risaie e risaie, poi finalmente ecco Vercelli. Le rane gracidavano sempre più forte e la nonna si vergognava della gente che passava in Corso Libertà. Nonna Gina si fece coraggio e pedalò ancora più forte ed arrivò da Masso al quale diede il sacco con le rane. Il negoziante pesò le rane, poi le mise in un mastello, infine pagò la nonna che tornò subito a casa senza farsi neanche un giro al mercato.
Non aveva tempo e non aveva neppure soldi da spendere, però era contenta lo stesso perché aveva fatto il suo dovere. Il viaggio di ritorno fu più veloce e leggero: in breve tempo arrivò a casa e diede le cento lire alla mamma che andò a comprare il sale, l'olio e la pasta per mangiare.
Durante quella estate nonna Gina andò al mercato di Vercelli a vendere le rane e così fece anche gli anni dopo.

 
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