Skip to content
Racconti Stampa E-mail
Indice articolo
Racconti
Racconta Gino nonno di Daniela
Racconta Ines nonna di Enrico intervistata da Sara

Racconta Franca, nonna di Guglielmo
Un tempo gli abitanti della collina, soprattutto donne, andavano oltre il Po in primavera per mondare il riso e in autunno per raccoglierlo con la falce.
Partivamo intorno alle cinque del mattino con la valigia piena di vestiti per il lavoro.
Vicino alla risaia c'era una cascina dove ci cambiavamo; indossavamo la camicetta e i pantaloni corti fino al ginocchio perché l'acqua arrivava a metà gamba. Si andava scalzi e si metteva in testa un cappello di paglia chiamata caplin-a.
A dare fastidio c'erano le bisce e i moscerini. Bisognava guardare bene e con attenzione perché l'erba era quasi uguale al riso e si rischiava di strappare il riso.
Al mattino l'acqua era fredda mentre al pomeriggio era calda.
Il padrone della risaia passeggiava lungo un sentiero, per assicurarsi del rendimento.
A mezzogiorno si ritornava nella cascina dove una signora preparava da mangiare: riso e fagioli. Fino alle 13 ci si riposava e si chiacchierava.
Poi si ritornava in risaia.
Alle 17 si ritornava in cascina, ognuna si lavava e lavava i propri vestiti.
Verso le 19 si cenava: si mangiava qualche volta l'insalata e qualche volta i pomodori.
Dopo cena si rimaneva nella cascina per dormire.
Tutto questo si ripeteva per 40 giorni.
La sera del 40° giorno si ritornava a casa.


 
< Prec.