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"Il diavolo e il signore" Stampa E-mail

Verso la fine dell'estate, nelle risaie si toglieva e si toglie tuttora l'acqua per favorire il prosciugamento del terreno e prepararlo per il taglio del riso.
Un tempo, i contadini mettevano i pesci piccoli nelle risaie a primavera e li prelevavano alla fine di agosto quando erano diventati più grandi.
Questi pesci potevano essere venduti per incrementare i poveri bilanci familiari o, dopo essere stati fritti, venivano messi "in brusco" (sott'aceto) e conservati per i pasti futuri.
Per prendere i pesci, quando l'acqua era calata si camminava nei solchi e si afferravano con le mani e, perché non scappassero, si metteva una nassa nel punto in cui scolavano le acque dalla risaia. Purtroppo, capitava, di tanto in tanto, che qualche furbacchione, durante la notte, andasse a svuotare le nasse.
Una sera due amici decisero, anche per farsi beffe dei contadini, di recarsi alle risaie per rubare i pesci contenuti nelle nasse, e così fecero.
Dopo aver svuotato la nassa e riempito il sacco, decisero di andare a dividersi i pesci in un posto sicuro.
Ritornando verso il paese, videro il cimitero e pensarono che fosse il posto ideale per i loro affari poco corretti.
Mentre entravano nel camposanto, persero due pesci vicino al cancello. I due amici si nascosero dietro ad una tomba e cominciarono a dividersi il bottino.
E dividendo dicevano:
- Uno a me, uno a te; uno a me, uno a te...................-
Un contadino che era andato a controllare le sue nasse, passando vicino al cimitero, sentì delle voci e pensando che provenissero dall'aldilà, credette che il Diavolo e il Signore fossero venuti a spartirsi le anime dei sepolti in quel cimitero. Spaventato, il contadino corse subito dal parroco e gli disse tutto tremante: -Signor prevosto, signor prevosto, al cimitero ci sono il Diavolo e il Signore che si dividono le anime!
Il parroco, benché credesse poco alle parole del contadino, uscì dalla canonica in fretta e furia e corse al cimitero. Si avvicinò al cancello e terrorizzato udì anch'egli le voci:
-Uno a me, uno e te...-
-Uno a me, uno a te...-
Ad un tratto, la voce più tonante, quella individuabile con la voce del Demonio disse:
-A me ne manca uno! -
-Per me, uno più, uno meno fa lo stesso, prendi pure tu quei due vicino al cancello - rispose soavemente la voce di Colui che il prete credeva fosse Gesù.
Ormai il terrore aveva annebbiato la loro capacità di ragionare e i due, appostati vicino al cancello, si videro portare all'inferno ancor prima di essere morti. Fuggirono a folle velocità, pensando di averla scampata bella e, finché vissero, ricordarono e raccontarono l'angosciante avventura della notte in cui il Diavolo e il Signore si erano divisi le anime dei defunti del loro paese.

 
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