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"Il martin pescatore" Stampa E-mail

Una volta, il Martin pescatore era tutto grigio e per niente bello, anche per il suo lungo becco adatto a prendere i pesci nel fiume.
Tutte le mattine, l'uccellino usciva dal canneto dove abitava e guardava oltre il fiume, per dare il buongiorno al Signore.
Un giorno, sulla Terra c'era una gran burrasca. Martino, che non poteva raggiungere il solito luogo di preghiera, si addentrò ugualmente nella tempesta e cominciò a volare. Il vento lo schiaffeggiava, la grandine lo colpiva, i lampi lo accecavano e la tempesta gli chiedeva dove andasse con quel tempaccio. Martino le rispose che andava a dare il buongiorno a Dio. Finalmente era fuori dalla bufera. Si trovò davanti a un cielo di fiori azzurri; gli angeli salivano e scendevano fissando una luce meravigliosa: la luce di Dio!
L'uccellino si inchinò, tuffando il becco in un petalo celeste. Stava a testa in giù, quando un angelo lo sfiorò con la sua ala azzurra e gli soffiò sulle piume. Gli disse che il Signore l'aveva visto e aveva gradito la sua devozione; ora poteva scendere sulla Terra. Lì intanto era cessata la bufera: ogni campanella faceva cadere una goccia d'acqua e sorrideva al sole che risplendeva nuovamente.
Quando Martino arrivò, i giunchi del canneto si mossero per la meraviglia perché l'aspetto dell'uccellino era cambiato: non era più brutto e grigio, ma le sue penne erano azzurre come il cielo dopo la bufera. E sono così ancora adesso! Infatti si può ammirare questo bellissimo uccello dalle piume del colore del cielo mentre esce dal canneto in cui vive.

 
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