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"L'ocone" Stampa E-mail

Storie delle Grange
Viveva una volta, in un paese della nostra campagna, un vecchio scorbutico che non amava la compagnia della gente ma preferiva quella delle bestie, soprattutto delle sue oche e del suo ocone. Aveva, infatti, nel cortile, oltre a molte femmine,un ocone maestoso e, mentre lo si poteva vedere spesso circondato dalle sue oche, nessuno lo aveva mai visto insieme al bellissimo animale.
Si raccontava in giro che il vecchio, in passato, avesse amato molto trascorrere il tempo con donne giovani e belle ma queste ormai non lo degnavano più nemmeno di uno sguardo.
Ora, in quel paese, tutte le mattine, le donne andavano a cuocere il pane, che avevano preparato nelle loro cucine, in un forno comune, vicini alle ultime case,al margine dell'abitato.
Le donne vi si recavano quasi sempre in gruppo per paura di fare brutti incontri.
Ogni giorno però, strada facendo, incontravano un ocone che si avvicinava e cercava di intrufolare la testa sotto le loro sottane ma, guarda caso, sceglieva sempre le gonne delle donne più giovani e più belle.
Per un po' queste sopportarono quegli incontri sgradevoli ma un mattino decisero di organizzarsi: si armarono di bastoni e, appena l'ocone si avvicinò, lo circondarono e gli diedero tante di quelle botte che alla fine l'animale, ormai pieno di lividi e con un'ala spezzata dovette desistere ed allontanarsi.
Il mattino dopo, le donne, non videro traccia dell'ocone.
Tornate a casa, però, vennero a sapere che il vecchio bisbetico se ne andava in giro con un braccio al collo.
Da quel giorno nessuno in paese ebbe più dubbi: il vecchio era capace di trasformarsi in ocone, solo che, dopo averle prese di santa ragione, non si azzardò mai più ad avvicinarsi ad una donna né come ocone né come uomo.

 
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