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"La campagna della discordia" Stampa E-mail

Leggenda di San Genuario di Crescentino
Era una fredda mattina d'inverno.
All'orizzonte si vedeva appena sorgere il sole ma i contadini, come spesso succede durante i mesi invernali, nelle terre di risaia, si avviavano già verso la campagna per pulire i fossi.
Portavano ai piedi, infilati nei "ciabòt", caldi "sosson" (susun), spesse calze di lana che le loro donne avevano sferruzzato nelle sere d'inverno buie ed interminabili, al lume di lucerna, nel tepore di una stalla.
Per ripararsi le mani indossavano "manisse" (manis) di lana rese più resistenti da una fodera di fustagno.
Tenendo sulla spalla il badile, camminavano veloci per non arrivare in ritardo, mentre il sole saliva lento a sciogliere la brina che ammantava ogni cosa.
Quel giorno i nostri uomini si incamminarono verso la Fona.
La Fona é una roggia che, dopo aver costeggiato San Genuario, fa da confine tra i territori di Fontanetto e Crescentino.
Come tutti i corsi d'acqua comune, doveva essere pulita dai contadini di entrambi i paesi.
Quel famoso mattino, di cui stiamo appunto parlando, i contadini, raggiunta la roggia, si misero all'opera.
Arrivati però al "goj" (gui) videro, semisepolta, una campana.
Il "goj" è il punto in cui un corso d'acqua, facendo cascata, provoca una grossa conca.
Trovare una campana era cosa assai strana, in quei tempi e, a dire il vero, lo sarebbe anche oggi; così i contadini tornarono subito ai loro paesi per chiamare sia gli abitanti di Fontanetto che quelli di San Genuario perché venissero a vedere quale meraviglia avevano trovato.
Ritrovatisi poco dopo vicino al "goj", i contadini iniziarono a bisticciare per il possesso della campana. Alla fine, però, dato che la Fona era sul confine dei due paesi ed entrambi ritenevano di avere diritto alla campana, decisero di fare un accordo. Affinché non sorgessero equivoci in seguito, vollero che il patto fosse messo per iscritto alla presenza del prevosto, autorità di cui ci si poteva fidare.
Queste furono le decisioni prese:
premesso che è stata ritrovata una campana nella roggia Fona e che i paesi di Fontanetto e San Genuario la vorrebbero entrambi per la loro Chiesa, si stabilisce quanto segue:
- si svolgerà una gara tra San Genuario e Fontanetto;
- diventerà proprietario della campana il paese che, con una coppia di buoi, riuscirà a tirarla fuori dalla roggia;
- inizierà per primo la gara il paese che sarà favorito dalla sorte;
- la gara avrà luogo il giorno 6 del mese di marzo....
Tornati a casa, i contadini cominciarono a preparare la coppia di buoi.
Quelli di San Genuario fecero mangiare molto i loro buoi perchè credevano che, mangiando più del solito, avrebbero avuto più energia.
Invece, quelli di Fontanetto li fecero mangiare molto poco in modo che al momento della gara avessero molta fame.
Così, il giorno stabilito, l'intera popolazione dei due paesi si trovò sulle rive della roggia Fona.
Subito, tirando le pagliuzze, si decise chi doveva iniziare per primo e la sorte favorì i buoi di San Genuario.
Allora i contadini attaccarono con una corda i buoi alla campana: gli animali, incitati dal pubblico, tiravano, tiravano, tiravano ma erano così grassi e pesanti che non riuscirono neanche a smuoverla.
Ora toccava ai Fontanettesi: questi attaccarono la loro "rachitica"coppia di buoi alla campana e poi fecero vedere ai poveri animali affamati un sacco di fieno.
Mentre i buoi avanzavano faticosamente, il contadino col sacco indietreggiava ma i buoi avevano così tanta fame che non desistevano dall'avvicinarsi al fieno nonostante l'enorme fatica, e, tira di qua e tira di là, riuscirono alla fine a raggiungerlo e a portare fuori dalla roggia la campana.
I contadini fontanettesi avevano vinto la gara perchè si erano dimostrati molto più furbi di quelli di San Genuario.

 
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