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Il carnevale di Livorno Ferraris Stampa E-mail

Il carnevale a Livorno si perde nella notte dei tempi.
Una volta erano coscritti diciottenni a preparare un carro allegorico per festeggiare il Carnevale. Gradatamente venne organizzata una vera e propria sfilata con le maschere tipiche: il Lolo e la Lola, il generale, le damigelle, le fasolere. Si sono fatte varie supposizioni sull' origine del termine LOLO: molto probabilmente si tratta di un nomignolo che ha il significato di "sempliciotto buono" e dunque è in senso bonario che i livornesi vengono chiamati "i Lolo". Nel corso dei festeggiamenti, la domenica mattina, si organizza, ancora oggi, la fagiolata. Esperti cuochi, per tutta la notte, lavorano alla cottura dei fagioli con pezzi di lardo, salamini, piotin, (piedini di maiale) sapientemente preparati nelle "caudere". I fagioli vengono benedetti dal parroco e distribuiti a tutta la popolazioni dalle fasolere e dalle maschere livornesi. L'ultima sera di festa viene bruciato il pupazzo che rappresenta il Carnevale e le maschere eseguono, a suon di musica, l'ultimo giocoso girotondo.

 
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