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Le usanze di un tempo Stampa E-mail

Al tempo in cui la famosa Berta filava e "i rat sopra la coda portavano il mantello", a Morano per Capodanno c'erano delle usanze particolari.
La sera del 31 dicembre, le ragazze in cerca di marito mettevano sul davanzale della finestra una ciotola piena di acqua con la speranza di riuscire a leggere il nome del futuro sposo. Infatti nella notte l'acqua gelava e così al mattino, sullo strato di ghiaccio, con un bel po' di fantasia, le fanciulle potevano vedere le iniziali del futuro sposo.

Un'altra usanza, che riguardava le ragazze in età da marito, era legata alla primavera e al cuculo che nel mese di maggio ritorna nei boschi.
Si racconta, infatti, che quando le fanciulle s'imbattevano in questo misterioso uccellino nei campi, gli chiedessero quanti anni dovessero ancora aspettare prima di sposarsi, facendogli questa domanda: "Cucu, cucu bello... quanti anni prima ch'io metta l'anello?". E il cuculo dal suo nascondiglio, con il suo verso, indicava un numero sempre diverso di anni.

 
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