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Testimonianze
Testimonianza n1
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Testimonianza n7
Il camerone
Il ritorno



Testimonianza n°7

"Avevo quindici anni la prima volta che sono partita per la monda.
Mi sono trovata in un treno che non era un treno, ma un insieme di vagoni, e ti mettevi a sedere sulla tua cassetta di legno che conteneva tutto quanto ti eri portata da casa: indumenti, oggetti personali, cibo (salame, formaggio), e che quando si apriva, una gran puzza, tutti gli odori immaginabili si erano formati e si liberavano mescolando il profumo del sapone alle esalazioni del salume scaldato al chiuso in una calda giornata di inizio estate.
E le cassette venivano impilate e ti dovevi anche sedere in alto; non è che fosse poi tanto comodo.
Il viaggio era movimentato, avevi sete e non c'era l'acqua, solo alle fermate trovavi l'acqua alla fontana, e dovevi scendere e correre: eravamo in tante, anche duecentocinquanta donne, il treno non aspettava che tutte ci dissetassimo; le meno svelte e inesperte rimanevano a bocca asciutta, ma tutte avevamo la stessa arsura.
Per me era la prima volta e dopo un'ora di viaggio già avevo sete e le più anziane dicevano: "Ragazze è presto, il bello deve ancora venire."
E, infatti, ... quando arrivavi alle stazioni tutte andavamo a prendere acqua con un bicchiere di bachelite, di quelli che si chiudevano, magari proprio mentre stavi bevendo.
Noi ragazze ridevamo, ma c' era anche chi soffriva; chi aveva già fatto questa esperienza sapeva che non poter bere voleva dire un viaggio più difficile, a stento rallegrato da alcuni canti.

Anna Clarice di Novellara


 
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