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Il riso in Europa Stampa E-mail

La pianta fu introdotta in Grecia e nelle aree limitrofe del Mediterraneo dai membri della spedizione di Alessandro Magno in India nel 344-324 a.C. circa. I Greci lo conoscevano già visto che Teofrasto lo descrive nel suo libro “Storie delle piante”. Viene coltivato in Spagna grazie all’arrivo degli Arabi alla metà del X secolo. In Italia e Francia fu per lungo tempo considerato un ingrediente per dolci (fino all’Alto Medioevo) e fu introdotto probabilmente ad opera dei Crociati impegnati a combattere l’Islam in Terra Santa. Dalla Grecia e dalla Sicilia il riso si diffuse gradualmente attraverso l’Europa meridionale e in alcune zone del nord Africa. Gli studiosi di medicina del XVI secolo giocarono un ruolo importante nella limitazione della coltivazione del riso come principale pianta nell’area del Mediterraneo. Nei manoscritti dedicati agli alimenti del periodo intorno al 550 d.C. si trova più volte il riso e la spiegazione dei metodi di coltivazione arabi, siriani, copti, armeni, georgiani, ecc. Può essere considerata come una vera e propria svolta nella storia della pianta di riso poiché nell’antichità, né Ebrei, né Egizi la conoscevano. I Romani stessi pare lo abbiano interpretato come “pianta acquatica” mentre addirittura Plinio il Vecchio raccontò in “Storia Naturale” che il riso è il frutto di un vegetale dalle foglie carnose!!!! Anche i più dotti dell’antica Roma comunque non lo consideravano mai più che un semplice cereale utilizzabile per infusi contro il mal di pancia e altri dolori simili. Durante il XVI e poi per tutto il XVII secolo, la malaria fu il peggior male del sud dell’Europa e si credeva fosse portato dall’”aria cattiva” delle aree acquitrinose. I più grandi progetti furono intrapresi nel sud Italia e la coltivazione del “riso bagnato” fu scoraggiata in molte regioni. Infatti era vietata nei sobborghi di un gran numero di città. Tali misure rappresentarono una barriera alla diffusione del riso in Europa. Il sospetto che le risaie causassero l’aria cattiva non sparì con la fine del Rinascimento.
Come risultato dei grandi anni di esplorazione degli Europei nel mondo, nuovi Paesi dell’ovest divennero disponibili per lo sfruttamento. La coltivazione del riso fu introdotta nel Nuovo Mondo dai primi colonizzatori europei. I portoghesi lo portarono in Brasile e gli spagnoli lo introdussero in parecchie zone dell’America Centrale e Meridionale. L’introduzione più recente ha corrisposto quasi esattamente con il periodo del primo successo della pianta nel New South Wales in Australia.
Nel 1988, l’agenzia degli USA per la Protezione Ambientale e la Fondazione Nazionale delle Scienze scrissero un resoconto sull’effetto serra. Le maggiori quantità di metano sono presenti nelle zone coltivate a riso che è l’apertura indispensabile per la fuoriuscita del gas introducendo nell’atmosfera una quantità di gas superiore alle aspettative. Questo problema è ovviamente ingrandito dall’estensione dell’area di risaia, ma soprattutto si estende ai canali di irrigazione e alle aree di doppia coltura. Le risaie sono sospettate di essere responsabili di immettere nell’atmosfera 115 milioni di tonnellate di metano ogni anno. Questo dato è uguale a quello della produzione totale delle zone d’acqua e delle paludi di tutto il mondo.

 
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