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Abbazia di Lucedio Stampa E-mail
Indice articolo
Abbazia di Lucedio
Arte e architettura
Il territorio intorno al
Le grange
Gli stemmi araldici e la storia di Lucedio

La storia
Secondo alcuni storici la struttura sarebbe sorta nel VII secolo e avrebbe ospitato fino al 1024 i ‘Benedettini neri’. I documenti della Chiesa riportano notizie della fondazione nel 1050, attribuendola a Bonifacio I.
Secondo Leopoldo Janaschek, un valente storico dell’epoca, i Cistercensi sarebbero venuti a Lucedio il 21 marzo del 1124, dal monastero La Ferté in Borgogna, chiamati da Rainieri, Marchese di Monferrato, il quale avrebbe regalato loro una porzione di terreno boschivo. Effettivamente i monaci cistercensi giunsero in questo luogo nel mese di marzo ma del 1123.
L’ordine Cistercense dopo il 1119 era diviso in cinque famiglie e ogni monastero faceva capo ad una delle cinque case madri da cui era slucediotato fondato. Il nome dell’abbazia, S. Maria, richiama il nome della Madonna a cui i Cistercensi erano molto devoti e alla quale dedicavano tutte le loro chiese.
Il nuovo convento ben presto iniziò ad essere arricchito da generose donazioni offerte dai Marchesi e dai privati e già nel 1150 Lucedio era diventata una delle Abbazie più cospicue dell’Italia settentrionale.
I Cistercensi furono i primi che, disboscando i territori intorno al monastero, vi portarono i primi sistemi di irrigazione e fondarono grange, unità agricole dipendenti dalla sede centrale: inizialmente le grange erano sei, ma successivamente i beni e le grange di Lucedio aumentarono in grandissima misura.
Il 1457 segnò una svolta fondamentale nella storia dell’Abbazia perché il Papa Callisto III la trasformò in Commanda: il godimento dei beni del monastero non era più nelle mani dell’abate e dei monaci, ma nelle mani dell’abate commendatario (il primo fu Teodoro Paleologo).
Il 1487 segnò anche la trasformazione di Lucedio in parrocchia e nello stesso anno la chiesa di S. Maria fu aggregata alla diocesi di Casale, sotto la quale rimase fino al 1803.
Nel 1741 venne costruita una chiesa detta ‘Chiesa del Popolo’ soprattutto per comodità delle donne. e in sostituzione della chiesa parrocchiale che versava in cattivo stato di conservazione.
La trasformazione dell’abbazia e il passaggio di beni che erano nelle mani dell’abate commendatario ebbe come conseguenza l’inizio della sua decadenza. Soltanto nel 1707, quando i Savoia conquistarono Casale, il patronato passò nelle loro mani.
Ai primi del XVIII secolo risale anche la ricostruzione delle chiese delle grange. La stessa chiesa abbaziale fu ricostruita tra il 1767 e il 1769.
Il 29 gennaio 1784, Pio VI secolarizzò l’Abbazia cedendola a Vittorio Emanuele Duca D'Aosta e trasformò le sette grange di Lucedio, più quelle di Gazzo e Pobietto, in commenda magistrale dell’ordine Mauriziano.


 
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