Skip to content
Le chiese di Gattinara Stampa E-mail
Indice articolo
Le chiese di Gattinara
Chiesa di s. Pietro
Chiesa di S. Maria del Rosario
Chiesa di S. Maria di rado
Chiesa di S. Maria

Chiesa di S. Maria del Rosario
Si trova in Corso Garibaldi, angolo Via Francesco Mattai.
Sul posto esisteva, ancora prima della fondazione del Borgo del 1242, un’antica cella monastica dedicata a San Benedetto. In seguito venne costruita l’attuale Chiesa di forme barocche che prese il nome di “Madonna del Rosario “.
L’attuale chiesa del Rosario sorge ove anticamente si trovava l’oratorio di Santa Maria della Cella, molto probabilmente dipendente dall’Abbazia di S. Silano di Romagnano Sesia, già citata negli estimi vescovili del 1440: al suo interno si trovava, in originaria collocazione, il trittico rinascimentale ancora oggi esistente.
Alla seconda metà del ‘500 si colloca probabilmente la fondazione della Confraternita del Rosario con sede nella chiesa di S. Maria, che, a partire dal primo decennio del XVII sec., viene praticamente riedificata. Il fervore dei confratelli intorno alla devozione del Rosario si concretizza anche in una serie di conversioni di ebrei e calvinisti genovesi, scrupolosamente annotati nei libri mastri della Confraternita. Tra il XVII e il XVIII secolo una serie di interventi determina l’aspetto sostanzialmente barocco della chiesa quale si vede ora, soprattutto con la risistemazione del coro e della zona presbiteriale, e l’edificazione della navata laterale.
Ultimi lavori di una certa importanza sono il restauro complessivo dell’edificio nel 1816 e la ridecorazione pittorica dell’interno nel 1877.

La chiesa del Rosario si annuncia con una bella facciata barocca, opera di mastri da muro biellesi; i modelli sono tipici delle strutture valsesserine e valsesiane, con la partizione dell’edificio tramite cornicioni, e la presenza di due notevoli statue rappresentanti la Vergine e l’Arcangelo Gabriele; il portone dell’ingresso è sobrio e in legno a riquadri.
L’interno presenta decorazioni barocche, in gran parte riportate allo splendore originario da recenti restauri. Imponente è la macchina d’altare che racchiude la statua della Vergine, circondata da una serie di quadretti tondi, schizzati con vivace gusto miniaturistico, che raffigurano i misteri del Rosario. Collocato sopra la nicchia c’è il famoso trittico di Gerolamo Giovenone, raffigurante la Vergine col Bambino, la Maddalena e S. Giovanni; si tratta di uno splendido esempio della Scuola Pittorica Rinascimentale Vercellese. Ai lati del trittico troviamo due colonne tortili e, sopra, dei timpani e dei fastigi.
La navatella laterale è ornata da alcune cappelle tra le quali spicca quella di Sant’Anna, ornata da quadri settecenteschi. La parete destra presenta alcuni lunettoni raffiguranti scene della vita di Cristo: due fra questi, la Circoncisione e la Presentazione al Tempio sono opera del 1740 attribuibili con certezza al pittore valsesiano Lorenzo Peracino: essi fanno parte del ricco patrimonio di quadri, suppellettili e paramenti acquisito dalla Confraternita nel corso di tre secoli di vita.
L’esuberante decorazione pittorica della navata centrale risale al 1875-1877 ed è opera dei fratelli Mazzetti di Ailoche, i quali realizzarono anche gli scranni lignei posti nell’ampio coro dietro l’altare maggiore.


 
< Prec.   Pros. >