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Le chiese di Gattinara Stampa E-mail
Indice articolo
Le chiese di Gattinara
Chiesa di s. Pietro
Chiesa di S. Maria del Rosario
Chiesa di S. Maria di rado
Chiesa di S. Maria

Chiesa di S. Maria
In Corso Cavour, angolo Via San Martino.
Costruita dopo il 1450 in vicinanza della Porta Molinara.
Le origini della chiesa di S. Marta sono molto remote: probabilmente già nel XV secolo esisteva qui una confraternita di “disciplini” dedicata a S. Marta, dotata di un suo oratorio. Di certo si sa che verso il 1460 i confratelli chiamarono un ignoto pittore (definito dagli studiosi maestro della Passione) a decorare la loro chiesa, che sorgeva sul terreno dell’attuale, vale a dire presso l’antica porta Molinara. Resti di quella decorazione ad affresco, raffigurante cortei di notabili e popolani, si scorgono ancora su ciò che rimane della costruzione medievale (pochi brandelli di mura in corrispondenza dell’attuale presbiterio), dopo il rifacimento dell’edificio in epoca barocca.
Nel 1603 iniziarono i lavori di rifacimento della chiesa, grazie alla buona disponibilità di fondi sulla quale poteva fare affidamento la Confraternita, che, oltre a gestire numerose attività caritative (scuola per i fanciulli, doti per spose indigenti, contributi alle puerpere, etc.), possedeva anche un patrimonio derivante da lasciti, donazioni e acquisti effettuati nel tempo. I lavori proseguirono, verosimilmente, per molti anni ed a fasi alterne, come denotano le caratteristiche ormai settecentesche della struttura interna attuale.
Nella prima metà del XVII secolo anche S. Marta, come del resto tutto il Borgo, subì le pesanti conseguenze delle guerre in atto e dell’occupazione spagnola, che determinarono devastazioni e saccheggi dei quali traspare notizia anche nei registri della Confraternita.
Nella prima metà del XI secolo venne edificata la facciata, mentre sostanzialmente inalterato rimase l’assetto del resto dell’edificio.
La facciata della chiesa, neoclassica (1844), si colloca nel numero delle realizzazioni dell’architetto gattinarese Pietro Delmastro, che operò soprattutto presso la chiesa parrocchiale.
L’interno conserva quasi intatto l’originario aspetto settecentesco, caratterizzato da una spazialità ariosa ed articolata, scandita da lesene e cornicioni. Due cappelle si aprono sul vano centrale: quella a destra ospita un altare con una pala di recente fattura, mentre in quella di sinistra, in una nicchia, è custodito un crocifisso ligneo tradizionalmente molto venerato. Molti ex voto, risalenti a varie epoche, testimoniano questa devozione, alimentatasi nel tempo anche grazie all’azione della Confraternita.
Lo splendido altare maggiore e la balaustra in marmi policromi risalgono al XVIII secolo: tra gli elementi decorativi si può notare la croce a braccia eguali, simbolo che figurava un tempo anche sulle cappe indossate dai confratelli durante le funzioni sacre.
Dietro all’altare si apre il vasto coro, dotato di scranni lignei che risentono di un gusto pienamente settecentesco, con decori di una sobria eleganza che richiamano motivi rococò.
Racchiusa in una pregevole cornice in marmi a stucco è la pala raffigurante S. Marta (XVIII sec.), nella quale la figura della titolare è circondata da piccole scene in secondo piano che ne narrano, con gusto bozzettistico, i miracoli.
La decorazione pittorica dell’interno è rimasta sostanzialmente quella originaria (XVIII secolo), caratterizzata da motivi uniformi e tinte tenui: notevoli gli affreschi nei pennacchi e nel catino della cupola centrale.



 
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