Skip to content
Vercelli, il cortile delle lavandaie Stampa E-mail

I ricordi di Ricu Passerella dal libro di Giancarlo Bosso e Francesco Leale
Egli dice che il cortile delle lavandaie era situato a poche decine di metri dalla roggia Cervetto ed era tutto chiuso da un gruppo di abitazioni. Egli ricorda i prati verdi della sua infanzia, sui quali c'era un'ampia distesa di paletti a forcella che sostenevano i fili di ferro per sopportare il peso della biancheria stesa. Nel cortile c'era un po' di tutto, dal commestibile alla tabaccheria, dal barbiere all'orologiaio, al falegname.
Un personaggio molto conosciuto era un imbianchino (o pitur) di nome Cesare Serone detto Signor che era anche un grande ballerino. Era stravagante: consigliava i clienti con strani disegni, ad esempio leoni con o senza catene (per questione di prezzo). Come ballerino era molto corteggiato per la sua abilità.
Tra le lavandaie il signor Passerella ricorda Giulietta, la più famosa, che, con Michele (Michè), bisticciava continuamente con le altre lavandaie.
Il Michè andava con la carriola da lavandè a ritirare i panni sporchi nella caserma per poi riportarli puliti: era sempre vestito allo stesso modo, ossia con camicia bianca, gilet nero, i ciabot che pesavano almeno 5 kg l'uno. Anche Giulietta era sempre vestita nello stesso modo: vestaglia nera, lunga fino quasi ai piedi, calzettoni di lana e zoccoli di legno.
La Gina Allegra era un altro tipo stravagante; invece della carriola aveva un carretto che suo marito trainava mentre lei spingeva per andare a prendere la biancheria alla caserma dei carabinieri. Metteva a bagno la biancheria dentro ad enormi caldaie in cemento, girandola e rigirandola con la cenere; alla fine della giornata sembrava che avesse lavorato in una miniera.
Un altro simpatico personaggio era l'orologiaio Agrati, molto abile nel riparare orologi e nell'addomesticare uccelli (merli), specialmente il merlo Pidrin che lo seguiva sempre sul balcone.

 
< Prec.