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Gattinara, i cortili Stampa E-mail

I cortili a Gattinara sono molto antichi e sono una caratteristica del centro storico del paese.
Ce ne sono di più noti, di meno noti, ma tutti hanno un loro fascino e una loro storia: storia di lavoro, di vita quotidiana, di famiglie, di comunità, di intrighi, di sentimenti, di dolore e di allegria....
L'origine risale al Medioevo: fin dai tempi della creazione del Borgo Franco, con la scomparsa dei feudatari locali, i contadini diventarono padroni assoluti del loro fondo ed ebbero nel borgo, il loro " setti", o sitio.
Il sitio, il cui significato è sedime o area residenziale, doveva essere molto importante per il contadino gattinarese: era una conquista ottenuta sul signore. Era costituito da una casa, un ampio cortile, un orto, un rustico per gli animali.
Le casette erano composte da un pianterreno che serviva come abitazione (usata solo nel momento del bisogno) e da un piano superiore, che si raggiungeva con la scala a pioli, che costituiva il deposito di fieno e di granaglie. I solai delle camere erano a travi e tavole di legno. Solo nel 1600 si costruirono volte in muratura e pavimenti in cotto.
La costruzione delle casette era fatta con ciottoli del Sesia, scelti di dimensione pressoché uguali murati a spina di pesce, alternati da linee di mattoni e così anche il cortile. In una parte del cortile c'erano le stalle con le mucche da latte (solo qualche anno fa le ultime mucche hanno cambiato abitazione per motivi igienici) e i cavalli.
Sopra le stalle i "greniers", dove venivano immagazzinati il fieno e le granaglie. La "crotta" era una cantina buia, che serviva come deposito per conservare al fresco cibi e bevande e che prendeva aria dall'esterno attraverso le "bocche di lupo" coperte da grate in ferro. Ogni cortile aveva un pozzo con acqua in quantità ma le case mancavano di gabinetti: la gente si serviva degli orti o delle buche dell'immondizia. Oggi quei pozzi sono nella maggior parte sigillati e le stalle sono state convertite in locali adibiti ad altri usi. Su ogni cortile si affacciava una stalla, un porcile, un pollaio e di conseguenza esisteva un letamaio per ogni famiglia. Inoltre ogni casa aveva davanti alla porta un immondezzaio che serviva anch'esso per la raccolta del letame destinato alla concimazione dei campi.
La pulizia dei cortili si faceva qualche volta e degno di nota è il fatto che le abitazioni erano tutte rivolte verso la strada.
Solo dopo il 1500 ogni cortile acquistò un elemento nuovo: " al rujet ", dove scorrevano le acque piovane e il liquame dei letamai. La spazzatura "al rus" continuò ad avere grande valore e veniva addirittura venduta. C'era anche l'abitudine, durante i mesi invernali, di tritare le stoppie del granturco e di spargerle nei cortili: queste, marcendo, assorbivano lo sporco del cortile, diventando anch'esse prezioso concime.
Ora la ristrutturazione ha coinvolto anche gli interni delle case, ma gli esterni sono vincolati dalle normative edilizie della città che salvaguardano le costruzioni storiche. Tuttavia i cortili sono rimasti quasi intatti e sembrano voler conservare gelosamente la propria storia con le travate e le arcate: l'arco infatti dominava e domina dovunque, come pure la vite e, tempo fa, anche il fico. Qualche albero di fico rimane ancora oggi ad ombreggiare qualche cortile e a simboleggiare il tempo passato.
Alcuni cortili ancora oggi somigliano a veri e propri labirinti, alcuni hanno l'entrata in una strada ma conducono facilmente in un altro vicolo, alcuni conservano storie semplici di povera gente, alcuni mostrano archi, colonne di granito e lesene rinascimentali.
Fino al primo '900, durante le lunghe giornate d'inverno, le famiglie del cortile si ritrovavano nelle stalle per sgusciare mais (destinato anche agli animali da cortile), cantando canzoni popolari e narrando storie, barzellette e fiabe ai bambini e nascevano anche nuovi amori. Capitava spesso che un ragazzo si informasse su quale stalla frequentasse la ragazza con la quale aveva scambiato qualche occhiata durante il giorno e si presentasse a cercarla di sera con un pretesto qualsiasi. La stalla era il ritrovo delle donne, dei giovanissimi e pure degli innamorati: era una vera istituzione. Servivano quindi anche come luogo di ritrovo, nelle sere d'inverno, per risparmiare legna.
I cortili oggi continuano a custodire la propria storia e, in occasione della Festa dell'Uva, nel mese di settembre aprono i loro portoni e vengono letteralmente presi d'assalto da gente affamata che, incurante degli archi, degli affreschi, delle colonne, si siede alle grandi tavolate e mangia e beve cantando canzoni moderne.

 
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