Skip to content
Bosco di Santa Maria Stampa E-mail

L'isola di S. Maria si trova nel territorio dell'antica confluenza tra Po e Dora Baltea, vicino a Crescentino: attualmente l'antico corso della Dora è abbandonato e il sito è denominato ‘Doretta Morta'.
Sull’isola di Santa Maria si trova un raro lembo di bosco ad alto fusto di pianura su suolo alluvionale, non di rado raggiunto dalle piene del fiume Po.
L’area è compresa nel Parco Fluviale del Po come zona di salvaguardia.
L’interesse faunistico principale è dato dalla presenza di una garzaia, airone cenerino e di altri uccelli. Tra la vegetazione sono da segnalare il salice bianco, l’ontano nero, un bosco di farnia.
Nella lanca sopravvive una vegetazione sommersa o galleggiante, tipica delle acque pure di risorgiva;è presente, tra l’altro, ai bordi: Caltha palustris, ranuncolacea a grandi fiori giallo-arancio, ormai rarissima in pianura. Sono ancora da segnalare frammenti di aneto, di ontano nero con varie specie tipiche del suo umido sottobosco e un relitto, in parte diradato, di querceto accompagnato a gruppi da un olmo. Interessante tra l’altro è che questa zona, a differenza di altre aree, non viene attaccata dalla graziosi che ha eliminato o ridotto ovunque l’olmo campestre.
Il sottobosco erbaceo risulta invece molto impoverito soprattutto per la presenza di specie infestanti penetrate dall’esterno: l’ortica, la paritaria e l’Amorpha fruticosa.

Il bosco antico è completamente trasformato: per il commercio del legname furono abbattuti grossi fusti di quercia e olmo, tronchi di salice, pioppo selvatico, frassino, nocciolo e altre specie di accompagnamento.
Nell'ultimo secolo cominciò a diffondersi la coltura dei pioppi ibridi; la conseguenza fu che il bosco naturale finì per essere progressivamente sostituito da una grossa piantagione specializzata di pioppo ibrido.
In conseguenza dell'alluvione del '93 e del '94 le acque in piena trascinarono via molti pioppi lasciando profondi canaloni e buche. Il Comune, attraverso la collaborazione dell'Ente Parco, intraprese un progetto di ricostruzione forestale, avviando il rimboschimento della proprietà avvalendosi di appositi contributi regionali.

Oggi il bosco è rappresentato dal Querco-ulmeto. Esso, così chiamato per la dominanza di quercia e dell'olmo campestre, ospita esemplari di numerose altre specie arboree ed arbustive, prima tra tutte pioppo bianco, pioppo nero, frassino maggiore, biancospino, nocciolo e sanguinello.
L'opera di ricostruzione forestale in atto ha l'ambizioso obiettivo di ricreare il bosco che era presente in passato.

 
< Prec.   Pros. >