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Parco Naturale delle Lame del Sesia Stampa E-mail

Il Parco Naturale delle Lame del Sesia presenta un ambiente strettamente correlato al dinamismo del fiume: ci sono formazioni palustri create dalle anse abbandonate dal fiume che ha modificato il suo corso, zone semiaride, dette gerbidi o radure, formate da accumuli di ciottoli di fiume che danno origine a microambienti di particolare valore: boschi, ghiaie e sabbie.

L'ambiente umido è particolarmente importante sia per gli animali selvatici, sia per un cospicuo numero di piante: è un'oasi naturale in netto contrasto con il paesaggio circostante caratterizzato dalla coltura del riso.

La fauna del parco è rappresentata soprattutto da oltre 165 specie di uccelli, ma sono presenti anche numerosi animali acquatici che utilizzano il corso d'acqua come punto di riferimento per le migrazioni.

Il Parco delle Lame del Sesia è attraversato in tutta la sua lunghezza dal fiume Sesia. Nella parte alta del suo bacino il corso d’acqua erode notevolmente le rocce, ha un regime variabile e una pendenza rilevante. Scendendo verso valle, la diminuita pendenza e la diminuzione della velocità dell’acqua consentono il deposito di ciottoli, ghiaia, sabbia e materiali più fini. E’ su questi substrati che si imposta la vegetazione del parco.
L’asta fluviale assume diverse configurazioni, da canale rettilineo a meandri anastomizzati.

Il Sesia è un fiume soggetto a piene improvvise e violente alternate a periodi di magra: questo comportamento ha contribuito a creare gli ambienti che caratterizzano l’area protetta.
In occasione degli eventi di piena di particolare entità, l’acqua, con la sua energia, scava un nuovo alveo. Le anse abbandonate si trasformeranno lentamente in stagni, chiamati lame o lanche.

I depositi alluvionali situati in aree distanti dal fiume ed in posizione rilevata, per l’elevata permeabilità (sono infatti costituiti da ciottoli e ghiaie frammisti a sabbia) vengono colonizzati da una vegetazione adatta a bruschi sbalzi di temperatura e alla carenza d’acqua. Si costituiscono, in questo modo, i gerbidi.
Gerbidi e lame subiscono lenti processi che li portano a venire invasi da alberi ed arbusti trasformandosi in boschi.

L’insieme di questi ambienti, gerbidi, lame e boschi, costituisce la porzione di territorio denominata golena, cioè l’area compresa tra l’alveo di un corso d’acqua e gli argini maestri, necessaria al rallentamento e al contenimento delle piene.

A circa 2 Km dal confine del Parco si trovano i resti di quegli antichi terrazzi fluvio - glaciali denominati baragge (territorio di Villarboit).

La vegetazione
Il Parco Naturale Lame del Sesia presenta un ambiente strettamente correlato al dinamismo del fiume: ci sono formazioni palustri create dalle anse abbandonate dal fiume che ha modificato il suo corso, zone semiaride, dette gerbidi o radure, formate da accumuli di ciottoli di fiume che danno origine a microambienti di particolare valore: boschi, ghiaie e sabbie.

L’ambiente umido è particolarmente importante per un cospicuo numero di piante: è un’oasi naturale in netto contrasto con il paesaggio circostante caratterizzato dalla coltura del riso.

Il regime del fiume Sesia non consente lo sviluppo di una fascia vegetazionale delle rive come in altri fiumi della Pianura Padana. Delle diverse specie di salici presenti poche riescono a costituire ampie boscaglie. Solo il salice bianco riesce a raggiungere le dimensioni di un albero. Sul greto del fiume, prevalentemente sabbioso, la vegetazione è rigogliosa soprattutto in estate quando le piene non si verificano più. Le piante presenti sono quasi tutte erbacee.

Le specie tipiche delle lame richiedono abbondanza di acqua. Alcune di esse sono specie tipiche di questi ambienti (Cannuccia di palude, Lisca maggiore, i giunchi e la lenticchia d’acqua ).
Sono scarse, invece, alcune specie presenti abbondantemente altrove, come la Ninfea gialla.
Nei fossi è stata rinvenuta l’unica pianta endemica della pianura padana, che richiama studiosi italiani ed esteri. Essa è la Calamaria di Malinverni.

Prati e gerbidi
I settori non umidi, prettamente erbosi del parco si dividono in due categorie: i tratti nei quali da tempi relativamente recenti non si verifica più apporto idrico ed il substrato è ancora in buona parte ciottoloso: i gerbidi;i tratti dello stesso tipo ma nei quali l’apporto idrico non si verifica da tempi più lunghi con substrato è ormai compatto:i prati.
I gerbidi sono caratterizzati da essenze “pioniere” poco esigenti dal punto di vista idrico. Tipici di questi ambienti sono le piante grasse del genere “Sedum” accompagnate dai capolini azzurri della vedovella annuale. I prati sono più ricchi di specie dalle graminacee poco appariscenti alle specie vegetali con fiori dei più svariati colori.

Il bosco
L’area boschiva interna la parco è, insieme a quella del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino, la più consistente e varia del basso vercellese.
Ad una certa distanza dal greto del fiume, instabile per il regime del Sesia, si può costituire una copertura stabile, che nell’anello boschivo più interno è dominata dalla tipica essenza del bosco planiziale padano, la farnia. Nei boschi si rinviene anche una pianta originaria dell’America Settentrionale, la Robinia, che in misura più o meno intensa ha alterato la situazione originaria del bosco. Il piano di assestamento forestale del parco ha previsto ed attuato interventi per rendere gradualmente meno rilevante la presenza di questa specie.
Alle diverse specie arboree si accompagnano numerosi arbusti.

 
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