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L'arte della lana e della seta Stampa E-mail

Tra gli indumenti indispensabili è ovvio che vi fossero quelli di lana. La lavorazione  di questa materia prima dette vita a una vera e propria industria tessile. Dalla lana grezza al panno pronto da vendere sul mercato, vi era tutta una serie di fasi di lavorazione. In primo luogo la lana veniva scelta, poi battuta, in seguito pettinata o cardata per giungere alla lavatura.
Le fibre di lana, lavate, pettinate o cardate si presentavano infine liberate di tutte le loro impurità e potevano così essere filate. Questo lavoro era sovente svolto da donne; gli strumenti erano o i fusi, o le conocchie. Il filatoio compare verso la fine del duecento. La filatura è divenuto uno degli emblemi del lavoro femminile. I fili, dopo essere stati avvolti in matasse, sono pronti per la tessitura, operazione che necessita di un vero e proprio "macchinario": il telaio.
Una volta usciti dal telaio non è ancora finita: i panni vanno rifiniti, pigiati, asciugati e spazzolati. A questo punto possono passare nei laboratori dei tintori.
A Firenze l'Arte della Lana fu una delle maggiori arti e proprio a Firenze, gli operai di questa arte, detti "ciompi", cioè poveracci, furono attori di un tumulto nel tentativo di ottenere una partecipazione al Governo del Comune.
Le donne furono coinvolte nella lavorazione dei panni-lana, impiegate nelle fasi di scelta, pettinatura/cardatura, filatura. Tra i tanti ordini religiosi che si affermano nel corso del Duecento vi è anche quello degli Umiliati. Questo, composto di uomini e donne, fece del lavoro il centro della propria spiritualità e tra i lavori preminenti vi su proprio quello della produzione dei panni di lana. Se la lana è rapportabile alla necessità, la seta è invece rapportabile all'eleganza.
Nel Quattrocento la produzione dei tessuti di seta si incrementò notevolmente. Se nei due secoli precedenti la domanda era costituita solo dalle classi più alte, nel XV secolo la richiesta da parte della borghesia crebbe sia in Italia che in Europa. Ciò dette un forte impulso all'arte della seta. I momenti principali della lavorazione consistevano nella torcitura, nella tintura, nell'orditura e nella tessitura. In alcune di queste operazioni erano impiegate donne, a Firenze, ad esempio, quelle dell'Ospedale degli Innocenti. La seta greggia proveniva dal Mar Caspio, dalla Spagna, ma anche da zone d'Italia (Romagna - Abruzzo - Calabria - Sicilia).

 
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