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I lavori nella vigna Stampa E-mail
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I lavori nella vigna
Il viticultore

vignaLa vigna
Un tempo, nelle zone collinari a sud del Po, la coltivazione della vite era una delle risorse principali per molte famiglie. Anche oggi la vite è coltivata, ma con tecniche più moderne.
I germogli della vite venivano legati ordinatamente con rametti di salice (i sals) su tiranti di ferro sistemati tra pali di legno.
A fine inverno, nelle vigne, si dava inizio alla potatura, si ripristinavano i pali, si cambiavano quelli rotti o rovinati, si legavano le viti ed infine si procedeva a diffondere lo zolfo (surfu) ed il verderame (verdaram) per la difesa antiparassitaria delle piante.
Al momento della vendemmia si raccoglievano i grappoli nella brenta, grosso recipiente a zaino, che veniva portato in spalla fino alla carro trainato dai buoi, che avrebbe poi trasportato il raccolto fino al luogo della pigiatura. Qui veniva separato il graspo dal mosto tramite appunto la pigiatura, che veniva fatta dai contadini pestando con i piedi nudi i grappoli d’uva: se ne ricavava un succo, il mosto, che veniva messo nei tini e fatto fermentare per diventare vino. Il graspo poteva essere utilizzato per distillare grappe o per produrre una salamoia destinata alla conservazione di frutta e verdure per l’inverno (mele, peperoni, ecc.).



 
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