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L'estrazione della pietra da calce Stampa E-mail

Si trovavano vene di pietra da calce per fare il cemento nel letto del Po: veniva scavata coi picconi, caricata sulle barche e poi scaricata per essere portata ad Ozzano al cementificio.

Dall’intervista alla signora Lina Berra

“I nostri vecchi andavano a lavorare in riva al Po e “cavavano la calce” perché nel fiume c’erano delle vene di calce e loro le asciugavano con “fascine” di rami e pietre formando un piccolo sbarramento. Con ramponi e barche cercavano di portarla a riva e i carri della cementeria di Trino venivano a prenderla per mescolarla alla calce di Camino perché così veniva molto buona per la costruzione delle case.
A volte, in mezzo alla calce trovavano pezzi di legno nero (legno fossile); la calce si chiamava in diversi modi: “la dùra”, “la neira”, “la fioretta”.
Il trisnonno Giuaneti faceva cuocere questa calce a Trino nella fornace; dopo Trino ha lavorato qui a Pontestura (nella fornace dei mattoni): ha fatto questo lavoro da fornaciaio fino 75 anni ed è morto a 77 anni.”

 
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