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Le acque del fiume Sesia e la cittą di Gattinara Stampa E-mail

La storia di Gattinara è molto antica e una parte importante l'ha avuta l'acquadel fiume Sesia.
Secondo antichi racconti popolari la collina di San Lorenzo era unita a quella di Prato Sesia e così il letto del fiume sbarrato formava un grande lago che si estendeva fino a Crevacuore. Quando le acque uscivano formavano una cascata e poi scorrevano lungo la collina di Rosesiamagnano.
Dell'esistenza del fiume e del suo nome si trovano testimonianze in Plinio che lo chiamò Sessites, Ennonio vescovo di Pavia, Sessis, i diplomi imperiali Sicida. Il suo corso attraversava una valle omonima tra montagne e colline fino a Gattinara da dove prosegiva in pianura e quindi mutando nei secoli varie volte il suo cammino.

L'acqua per Gattinara, come per tutti i paesi del mondo, ha avuto ed ha una grande importanza ed è stata oggetto di guerre o di dispute che hanno segnato lo sviluppo e la storia del luogo.
Nel 999 l'aveo della Sesia fu donato dall'imperatore Ottone III al vescovo di Vercelli e precisamente dal punto dove la Sesia entra nella pianura tra Gattinara e Romagnano fino alla confluenza con il Po insieme ai mulini, porti, sponde, diritto di pesca, caccia e pascolo. Anche ai vescovi di Novara furono fatte simili donazioni e iniziarono le prime liti con Vercelli.
Quando ancora non esisteva il borgo di Gattinara, Rado, intorno al 1100, estraeva da un ramo del Sesia una piccola roggia per azionare un mulino, alimentare i fossati del castello ed irrigare i campi, allo stesso modo facevano i vari cantoni creando altre rogge.
Nel momento in cui fu decisa la costruzione del borgofranco di Gattinara alcuni documenti riportano che Vercelli prima di dar corso al progetto studiò il problema dell'acqua.
Nel 1194 fu firmato un accordo tra Vercellese e Novarese per cui furono distrutte tutte le fortificazioni e i ponti sul Sesia a nord di Oldenico; a Romagnano fu concesso di tenere sul fiume quante barche erano necessarie e a Gattinara venne data la possibilità di estrarre una roggia dal Sesia.
Iniziarono così le liti tra i due borghi dal momento che Romagnano affermava che il letto del fiume era di sua proprietà. La lite continuò fino al 1223 e si concluse con un nuovo accordo tra Vercelli e Novara. Romagnano per non essere da meno derivò una piccola roggia per azionare un mulino, rimettendo però subito dopo le acque nel fiume.
La roggia di Gattinara era stata studiata per l'irrigazione e per azionare i mulini ed era di vitale importanza per la gente, per la maggior parte cantadini che vivevano dei prodotti della terra e dell'allevamento del bestiame. Le discussioni tra Gattinara e Romagnano continuarono ancora per anni perché non riuscivano a mettersi d'accordo sul punto di derivazione. Gattinara voleva prelevare acqua il più a nord possibile, mentre Romagnano intendeva che si prelevasse più in basso.
Nel 1449 il Duca di Savoia, volendo espandere il suo territorio, occupò Grignasco e stava per espandersi verso sud quando fu sconfitto a Carpignano dal duca di Milano che occupò Gattinara danneggiandola.
Dopo questi fatti lo Sforza non volle più rispettare gli accordi sulla concessione delle acque per la roggia comunale di Gattinara, per cui la duchessa Violante di Savoia offrì a Gattinara la possibilità di una presa da un ramo del Sesia. I gattinaresi però non accettarono perché il punto si trovava troppo a sud e non avrebbe consentito l'irrigazione di tutti i terreni.
Nel 1492 Romagnano pur avendo una roggia, la Mora, voleva estrarre l'acqua per i suoi mulini dalla chiusa o sbarramento di Gattinara, allora per porre fine alle continue liti la municipalità del Borgofranco offre a Romagnano la sponda destra di fronte e le terre a nord di S. Lorenzo detto del Pian Cordova, pur di prelevare la roggia comunale dove meglio si riteneva. Fu finalmente costruita una diga da dove partiva e oggi parte la roggia comunale detta Molinara.

La roggia Moliara:
La roggia Molinara nasce dal fiume Sesia in territorio di Romagnano Sesia, mediante una traversa fissamolinara1671 in cemento con una paratoia non di proprietà del comune di Gattinara.
Con un canale con sponde e dondo in cemento armato la roggia scende verso sud costeggiando il fiume e con un canale con sponde e fondo in cemento armato e passa sotto la SS n° 299. Ritornata a cielo aperto entra in territorio di Gattinara e prosegue verso sud tra la sponda di destra in cemento e quella di sinistra in terra e pietra naturale. Passa obliquamente sotto alla S.S.142 all’altezza del distributore di carburante di c.so Valsesia.
Lungo il primo corso la roggia viene attraversata da diversi ponticelli e dal ponte della linea ferrata Santhià/Arona e qui dalla sponda sinistra inizia il canale privato dell’ex Modesto Bertotto SpA, oggi Comero e Albergo-Ristorante Barone.
Un po’ più a sud mediante un partitore la roggia si divide in due parti: Molinara e Pallone. Dall’edificio di presa di sinistra inizia il nuovo percorso della roggia Molinara che entra nella centrale elettrica del lanificio, compie un salto di circa 6m ed inizia il tratto sotterraneo. Più avanti ritorna a cielo aperto e da essa parte, sulla sponda sinistra un canale per scaricare acqua nel fiume Sesia. Nella regione Saladine, la roggia ritorna nel vecchio percorso. proseguendo verso sud fino ad attraversare, coperta, la vecchia centrale elettrica ed ex fabbrica Del Bosco. Dopo circa 20m, tornare a cielo aperto fino al lavatoio che una volta, quando poche abitazioni avevano l’acqua corrente in casa e la lavatrice, era molto usato dalle gattinaresi. Appena a molinara1775monte del lavatoio, vi è una presa con struttura in cemento armato e paratoia in legno ed un ponticello in cemento armato e poco più avanti sulla sponda destra vi è uno sfioratore e un canale scaricatore in cemento in cui si getta il rio dei Cavalli. In questo punto la roggia entra nell’ex Mulino. Coperta continua il suo percorso sotto piazza Molino, apmolinara1980pena dopo ritorna a cielo aperto e prosegue verso sud tra sponde in cemento e in terra attraversato da diversi ponticelli e con edifici di presa fino ad arrivare alla vecchia centrale elettrica della Bonda.
Un po’ più avanti vi è un canale scaricatore che porta l’acqua a sud della centrale nella stessa roggia, che continua con fondo in terra irregolare e sponde in terra, da qui una volta aveva origine un fossato irriguo.
La roggia Molinara continua a scorrere tra sponde e fondo in terra fino a quando la sponda sinistra diventa di cemento e vi è un edificio di presa con due paratoie in cemento da cui nasce il ramo ovest della roggia Bonda. Molto più a sud, nel punto in cui la roggia si restringe, passa sopra la roggia del Marchese per mezzo di un vecchio ponte canale in cemento armato.
Continua così il suo corso con una curva verso est per poi, dopo una curva a sinistra, tornare verso sud e più avanti riunirsi alla roggia Bonda dell'Avvocato. Per mezzo di una tomba a sifone la roggia passa sotto la SS594. Dopo aver compiuto una curva a sinistra e ricevuto le acque di un cavo irriguo proveniente dalla roggia del Pallone entra in territorio del comune di Lenta.

 
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