Il riso in Asia

Storia 

Le origini di questo cereale sono state dibattute per molto tempo, ma la pianta è così antica che probabilmente il preciso luogo e tempo del suo primo sviluppo non sarà mai conosciuto. E' certo comunque che la cultura del riso ha portato importanti sviluppi nella storia poiché ha alimentato per lungo tempo più persone di qualsiasi altra coltura. Il riso in queste zone come la gran parte delle coltivazioni è legata alle stagioni perciò i luoghi dove il riso si trovava maggiormente erano in zone montuose o chiuso in piccole valli con possibilità di supporto di acqua. Per secoli l'uomo si mantenne pescando nei fiumi, raccogliendo nelle foreste e cacciando. La semplice agricoltura di sussistenza può essersi sviluppata da un incidente di una donna che riconobbe che una mistura di piante che cresceva attorno ad un letamaio era più ricca e commestibile. Se queste ostentazioni sono corrette, la civiltà prende vita nell'area di Korat o in qualche riparata zona della Thailandia, in una delle valli nel sud-ovest della Cina o ad Assam. Anche le lingue mettono in evidenza l'aspetto delle origini simili nella coltivazione del riso nelle stesse zone dell'Asia. In parecchi dialetti regionali il termine per il riso e per il cibo (o per il riso e l'agricoltura) sono sinonimi. Questo non è il caso di altre zone del mondo. Gli scritti e le pratiche religiose sono anche visti come evidenza della longevità del riso come ingrediente base della dieta. Entrambi Indu e Buddhisti nelle loro opere letterarie fanno spesso riferimento al riso ed in entrambe le religioni il cereale è usato come principale offerta agli dei. Differentemente, non c'è corrispondenza di riferimenti al riso negli scritti ebraici dell'Antico Testamento come accade anche per la documentazione sugli Egizi. Gli archeologi hanno trovato reperti che indicano che il riso era un prodotto importante per Mohenjo-Daro intorno al 2500 a.C. e nello stesso Yangtze Basin nel periodo del tardo Neolitico. La più facile e convincente traccia della coltivazione del riso nel sud-est asiatico fu scoperta nel 1966. Stoviglie, ceramiche, cocci con rappresentazione di cereali furono scoperti a Non Nok Tha nell'area della Thailandia. Questi resti confermati dal test della termoluminescenza sono stati datati attorno al 4000 a.C. Questo, non solo spinge indietro il documentato sull'origine del riso, ma pare addirittura che i resti di cui disponiamo risalgano addirittura a circa 10000 anni a.C. Scopriamo così che l'agricoltura può essere più antica di quanto non fosse normale pensare. Da un'iniziale distribuzione nell'arco asiatico, il processo di diffusione del riso ha interessato tutte le direzioni arrivando in tutti i continenti tranne l'Antartide. La pianta cresceva dalla semina diretta senza stare sotto l'acqua e normalmente si trovava presso "cascine" con condizioni leggermente differenti da quelle al quale era soggetto il riso selvatico. Questo processo può essere stato attivato in più luoghi nel medesimo periodo, ma è in Cina che il processo di affinatura del suolo e il trapianto dei semi fu rifinito. Entrambe le operazioni divennero parte integrante della coltura del riso e rimangono largamente utilizzati fino ai nostri giorni.
In Cina la storia del riso nelle valli dei fiumi e nelle aree basse è più lunga della storia legata alle colture all'asciutto. Nel sud-est asiatico il riso era originariamente prodotto sotto condizioni di siccità nelle regioni montuose e solo recentemente è andato ad occupare i grandi delta dei fiumi. Gli emigranti dal sud della Cina o dal nord del Vietnam portarono le tradizioni della coltivazione del "riso bagnato" nelle Filippine durante il secondo millennio a.C. e i Deutero-Malesi lo portarono in Indonesia intorno al 1500 a.C. Dalla Cina o dalla Corea, la pianta fu introdotta in Giappone non più tardi del 100 a.C. Il movimento ad ovest in India e a sud nello Sri Lanka fu portato a termine molto presto. La data del 2500 a.C. è già stata menzionata per Mohenjo-Daro, mentre nello Sri Lanka il riso era la più diffusa pianta già verso il 1000 a.C.

Produttività e produzione risicola

In molte aree i contadini coltivano solo un tipo di riso, in altre il riso viene coltivato insieme ad un’altra specie come grano o mais o legumi o le verdure in genere. La produzione di riso è sostanzialmente possibilitata a crescere. La pressione della popolazione sui terreni arabili è bassa e i contadini stanno sviluppando una serie di pratiche che indirizzino alla variabilità delle colture attraverso siti con ecosistemi eterogenei. Nelle zone dove è più facile la diffusione di piante nocive, la produzione dipende anche dalle condizioni delle piogge così per aiutare la crescita delle colture senza una perdita troppo elevata di prodotto si sono incentivate le ricerche per nuove tipologie di pesticidi. La coltivazione permanente del riso è praticata in molti Paesi dell’Asia e dell’America Latina. In questi Paesi ci si aiuta con i semplici aratri trainati dagli animali e con concimi naturali, mentre in alcuni Paesi come il Brasile la meccanizzazione è già molto più diffusa in agricoltura. Nell’Asia di sud e sud-est, più della metà delle risaie sono in zone poco fertili dove i nutrienti nel terreno sono molto limitati. Le temperature di molte regioni dell’Asia e dell’America Latina sono favorevoli alla crescita del riso eccetto in alcune zone di alta montagna in India, Nepal, Thailandia. Le temperature nel sud-est asiatico vanno dai 20 ai 32°C e se teniamo conto che la fotosintesi del riso avviene tra i 25 e i 30°C questa zona è certamente tra le migliori. Il vero problema dell’Asia agricola sono i monsoni durante i quali cadono da 1500 a più di 3500 mm di pioggia sul riso che sta crescendo. Possono durare per molti giorni ed il riso spesso rimane sommerso per parecchi giorni anche considerando il fatto che la maggior parte delle risaie si concentra vicino ai fiumi come sul delta del Gange e sulle rive del Brahmaputra in India e del Bangladesh, del Mekong in Vietnam e Cambogia, del Chao Praya in Thailandia.

L'India

I suoli che l’acqua renderebbe di difficile utilizzo per altre colture sono invece perfettamente utilizzabili per il riso. Dopo il raccolto i campi vengono coperti con un tappeto di sementi di riso, in apparenza inutili residui. Oggi i ricercatori hanno individuato nuovi usi per gli steli come nuove tecniche di incorporazione del suolo, per materiali da costruzione e come concime oppure come risorse di energia. Si crea una zona per gli steli in decomposizione e le risaie diventano un santuario vitale e una risorsa di cibo per gli uccelli acquatici migratori e altre forme di vita. Gli agricoltori stanno cooperando per compensare in questo modo la perdita di cibo naturale, l’abbondante approvvigionamento di riso, gli insetti e le radici provvedono all’aumento della popolazione faunistica della zona.

Quando il riso significa vita

Per più di metà della popolazione mondiale il riso è vita. E’ il cereale che impregna le culture, la dieta, le economie di milioni di persone in Asia. E’ impensabile la loro vita senza il riso. Entro il 2020 si aggiungerà un altro miliardo di persone in Asia e la produzione dovrebbe crescere di un terzo. Nelle antiche civiltà dell’Asia il riso detta il ritmo di vita. Esso lega il Cielo alla Terra, dei e mortali e domina costumi, ricordi, rituali e celebrazioni.

Coltura che diventa leggenda

Esistono reperti fossili che risalgono a 5000 anni a.C. che dimostrano che nella valle dello Yang Tze, in Cambogia e in Vietnam era presente questa coltura.
Esistono anche numerose leggende come quella di un re che sentendosi sul punto di morire chiese al figlio di portargli un piatto degno di lui da collocare nella sua tomba e portare agli antenati. Il figlio minore preparò una “torta di riso” che piacque talmente tanto al re che questi lo nominò suo successore al trono, questo piatto fu tramandato di generazione in generazione e oggi è il piatto della tradizione vietnamita (Banh Chung). In Cina ci sono le leggende più singolari come quella dell’imperatore che nel 2800 a.C. imponeva con un’ordinanza a tutta la famiglia imperiale di presiedere alle cerimonie per la semina, ma riservando sempre per sé quella del riso. Ancora oggi in Indonesia esistono dei sacerdoti del riso che hanno il compito di indicare i giorni e le ore più idonee ad iniziare la coltivazione del cereale. In alcune zone del mondo il riso fa parte del mito della creazione e rimane ancora oggi il cibo preferito. A Bali credono che il dio Vishnu abbia permesso alla terra di creare il riso mentre il dio Indra insegna alle persone come coltivarlo. In entrambi i miti il riso è considerato un regalo di dio e, anche oggi in questi luoghi, è trattato con riverenza e la coltivazione presuppone rituali elaborati. Il riso per i Balinesi è più di un semplice ingrediente base del cibo, è parte integrante della cultura. Il rito del ciclo di piantagione, mantenimento, irrigazione e la raccolta del riso arricchisce la vita degli abitanti più di quanto non faccia qualsiasi altro prodotto base della cucina di un popolo. All’inizio del tempo di semina, dopo che i bufali hanno camminato parecchio tempo sui campi per prepararli, le cerimonie accompagnano il trasporto del riso nella serra. Su ogni campo di riso, l’angolo più vicino al Gunung Agung avrà l’onore di essere il primo luogo che riceve il giovane stelo del riso. Il livello dell’acqua in ogni sezione è perfetto; i piccoli corsi d'acqua facilmente scorrono dalla sezione più alta della collina a quella più bassa. Il piano di responsabilità dell’irrigazione e della piantagione sono controllati attraverso il subak, un sistema balinese che allaccia la coltivazione del riso con il sistema di acqua dei templi. L’evidenza storica data questo sistema attorno all’XI secolo, ancora oggi questo è fonte di raccolti tra i più grandi del mondo. Prima della piantagione e del raccolto, le cerimonie sono offerte e dedicate a Dewi Sri, gli dei del riso. Nel mezzo delle risaie, lontano dal villaggio, spesso si trovano piccoli santuari dove vengono portati fiori e frutti come dono agli dei. E’ una vista che resta facilmente nella memoria con le sue terrazze di risaie che sembrano belle sculture. Secondo un mito cinese il riso è un regalo degli animali più che degli dei. La Cina è stata sconvolta da un periodo di allagamenti e alluvioni e quando il terreno si è finalmente asciugato, la gente scende dalle colline dove ha trovato rifugio per scoprire che tutte le piante sono state distrutte e non c’è più da mangiare. Sopravvissero grazie alla caccia, ma era difficile perché gli animali erano scarsi. Un giorno qualcuno vide un cane che attraversava un campo con delle sementi gialle sulla coda. La gente piantò quelle sementi, il riso crebbe e la fame fu debellata. Anche oggi in Cina la tradizione dice che le “cose preziose” non sono le perle e la giada, ma i cinque cereali di cui il riso è il primo.
Nella credenza scintoista, l’imperatore del Giappone è l’incarnazione vivente di Ninigo-no-Mikoto, il dio delle piante di riso mature. Mentre i più moderni giapponesi possono lasciare da parte il ruolo soprannaturale del riso, certo non possono non riconoscere l’enorme importanza culturale che questo ricopre nella vita del proprio Paese.