Fossaland

FossaLand 

 

 

 


                      

 

Notizie dalla Media di Bianzè…


 



INTERVISTA -    SCAVI: UN VIAGGIO SOTTO BIANZE’


 

Lo scorso 24 aprile, durante un pomeriggio a scuola, abbiamo incontrato ed intervistato il dott. Davide Casagrande, l’ archeologo che si è occupato degli scavi in via Cese a Bianzè.

Quando  e’ iniziato lo scavo di Bianzè e per iniziativa di chi?

I lavori dello scavo sono iniziati nel mese di settembre 2007 per iniziativa della Sovrintendenza dopo che, durante la sistemazione del “Piazzale delle giostre”, era stata notata la presenza di evidenze archeologiche del periodo romano e tardo medievale.

La cittadinanza di Bianzè si è interessata agli scavi?

Sì, i cittadini si sono interessati particolarmente, con varie visite anche se non erano del settore.

Quante sono le persone che hanno collaborato allo scavo? Che incarichi hanno avuto gli altri?

Hanno collaborato principalmente due ragazzi: Jari Gavioli e Pier Paolo Michelone, in qualità di specializzandi archeologi.

Quali reperti avete trovato durante gli scavi? C’é stato un ritrovamento di particolare valore artistico?

I reperti trovati sono elementi legati alla distruzione dell’antico cimitero del Lazzaretto (dove venivano portati i malati di peste): crocifissi ed emblemi sacri, frammenti di vasi, tegole e mattoni romani, monete di epoca romana, pezzi di ceramica del 1400.

Ora sono conservati in un museo o in posto meno visitato?

 

Per ora sono stati consegnati alla Sovrintendenza di Torino e depositati in un magazzino. Successivamente potranno essere ospitati al polo museale che si sta creando a Livorno Ferraris.

Che cosa avete scoperto dal punto di vista storico? A che epoca risalgono gli oggetti ritrovati?

I reperti risalgono al periodo romano e tardo medievale (1400 e oltre). La profondità del terreno per giungere ai resti dell’epoca romana era di tre metri; in questa zona nell’antichità erano presenti cave di argilla per produrre mattoni e vasi. Dopo l’esaurimento dell’argilla furono riempite da altro materiale (lo deduciamo dalla presenza di un pozzo). Successivamente la zona fu abbandonata per essere riutilizzata solo nel Medioevo come cimitero.

Sono stati ritrovati degli scheletri? Si tratta di una zona di sepoltura particolare?                                                                                           

Sì, era una delle antiche cappelle dei morti di Bianzè fino alle leggi napoleoniche che vietarono le sepolture all’interno dei centri abitati. Sono stati ritrovati alcuni corpi conservati nella loro interezza e ossa umane sparse.Bisogna pensare che nei tempi passati esisteva un altro rapporto con la morte, i defunti venivano seppelliti negli stessi luoghi in cui venivano svolti i mercati. Si viveva in mezzo ai

morti, anche se questo non portava certo igiene e salute…

Scavando vi siete accorti che un tempo questa era una zona più

 

o meno paludosa? E questo che conseguenza ha avuto sulla società?

La fossa fu proprio una misura per risanare il paese dalla paludosità. Sono stati ritrovati anche riporti di terreno per rialzare il piano circostante.

Quali altri scavi ha eseguito oltre a quello di Bianzé? Ci sono altri scavi aperti sul territorio?

Durante i mesi di gennaio e febbraio 2008 alla frazione S.Genuario di Crescentino, in un’area abbastanza grande, sono state ritrovate tracce di un villaggio barbarico, forse longobardo, dell’VIII secolo: fondi, solchi e recinzioni di antiche capanne.

Come si è trasformato nel tempo il nostro territorio?

Dal punto di vista naturalistico in epoca romana esisteva un torrente, l’Ampurium, formato dai depositi alluvionali delle campagne e dal 1000 d.C. canalizzato per portare acqua alla abbazia cistercense di Lucedio (di questo torrente resta la roggia di Lamporo, paese il cui nome deriva proprio da Ampurium). Il terreno, piuttosto simile al nostro, aveva un abitato sparso con varie frazioni fortificate che diedero origine agli attuali paesi del vercellese.

Da quanti anni fa questo mestiere?

Io faccio l’archeologo da circa 18 anni.

                       Beatrice Costanzo

                        Natascia Lettieri 

                          Stella Spatafora


 

 

LA FOSSA DI BIANZE’ HA RISANATO IL PAESE          

Scavata nell’Ottocento per debellare la tabe, malattia mortale

 


Nel Gennaio del 1870, dopo una lunga lite durata oltre quarant’anni tra il Comune di Bianzè e il comune di Borgo d’Ale, si incominciò a scavare attorno al paese il gran fosso, della profondità di sette metri, per favorire il declivio dell’acqua e rendere sano il centro storico del paese.

Prima dell’apertura di tale fossa, a causa del Canale di Cigliano, nel paese di Bianzè, in più luoghi, e persino nel Coro della Confraternita della SS. Trinità, sorgeva acqua, come si può vedere nellacarta topografica di Bianzè, redatta sul finire del secolo decimottavo dal misuratore Eusebio Ferrero.

Il paese di Bianzè era assai malsano, al punto che nei vicini paesi, quando si voleva parlare di una persona male in salute si usava l’espressione “pare la morte di Bianzè” . Tale proverbio serviva a dimostrare la poca floridezza di salute di cui godevano allora gli abitanti di Bianzè prima dell’apertura della fossa, che rese asciutto e sano l’abitato.

Infatti una gran quantità d’acqua confluisce nell’ampio fossato e, mediante la    collocazione di tubi, zampilla in belle fontane, distribuite lungo tutto il suo percorso.

Per l’ingresso al nucleo abitato, di antica formazione, si è provveduto alla costruzione di ponti in corrispondenza delle vie principali: via Tronzano, via Livorno, via Cavalier Terzago, via Nova, via Massimo d’Azeglio, via Tabbi. Anche verso la stazione ferroviaria esisteva un ponte che cadde prima del 1850 e non venne più ricostruito.

              Roberta Marazzato

                 Flavia Costanzo

 

 


 

 

 

 LE ACQUE DELLE RISORGIVE        

  Si  conoscono come “rogge

 

La risorgiva (o fontanile) è tipico delle pianure delimitate da una catena montuosa, come appunto la pianura di Vercelli. La risorgiva è un corso d’acqua sotterraneo che torna in superficie dopo un lungo percorso fatto sotto i nostri piedi. L’acqua che vi trascorre al suo interno arriva anche da molto lontano, magari dalle montagne o da qualche nevaio, ma anche da qualche torrente della pianura. Questi corsi sotterranei seguono il conoide formatosi grazie a deposizioni alluvionali o glaciali, ma a volte possono cambiare direzione. Ecco come “funziona” una risorgiva:

1- L’acqua penetra negli strati inferiori del terreno fino ad incontrare uno strato di materiale finissimo, argilloso e impermeabile.

2- Grazie alle pendenze della pianura (nel vercellese sono verso sud-est) questi torrenti sotterranei scorrono anche a pochi metri dalla superficie per affiorare sfruttando la pressione sotterranea, non appena la distanza e il luogo di affiorazione lo permettono.

Le risorgive tornano in superficie lungo una linea quasi sempre ben precisa (a volte anche fino a 170 metri). Nel vercellese, questi corsi d’acqua vanno da  Crescentino a Bianzè, da Tronzano a Quinto Vercellese…

Dalle nostre parti, l’origine risorgiva di un corso d’acqua si distingue da quella derivante dai fiumi con il nome di “ROGGIA”. Quest’ultima è molto frequente nelle risaie, soprattutto nei comuni di Crescentino, Bianzè, Ronsecco, Tronzano, Crova, Lignana, San Germano.

Le risorgive si distinguono dai canali artificiali per i loro tracciati meno rettilinei e più imprecisi.

                         Martina Musacchio

                           Andrea Soncin

 

 

 

La nascita del canale Cavour


    La natura assetata chiese aiuto all’uomo ed egli         DIARIO DI BORDO

        rispose costruendo numerosi canali artificiali


 

Quest’opera, coetanea della galleria del Frejus, fu compiuta tra il Risorgimento ed il primo periodo postunitario. Il concetto d’una irrigazione dal Po’ è antico, poiché il padre domenicano Tommaso Bertone da Cavaglià ne parlò in uno dei suoi discorsi a Torino nel 1633. Solo dopo il 1840, tuttavia, l’antico concetto risorse per opera dell’agricoltore vercellese Francesco Rossi, il quale presentò al governo piemontese uno studio di massima, dimostrante la possibilità tecnica d’una derivazione dalla sinistra del Po’, a valle della confluenza della Dora Baltea presso Crescentino,  diretta al fiume Sesia, che sarebbe stato raggiunto a sud dall’abitato di Oldenico.

Finalmente, con relazione datata il 25 agosto 1846, gli ingegneri Carlo Noè ed Epifanio Fagnani confermarono la validità del progetto Rossi.

L’idea fu momentaneamente accantonata a causa delle vicende politico-militari del 1848-49 (prima guerra d’indipendenza); venne ripresa verso il 1851 dal ministro Cavour il quale incaricò l’ingegnere Noè della compilazione di un nuovo progetto con un tracciato del canale a quota più elevata di quella prevista dal progetto Rossi, allo scopo di estendere l’irrigazione anche ai terreni dell’alto vercellese e dell’alto novarese.

L’idea del Cavour era quella di un grande canale che, derivato dal Po’ ad una quota il più possibile elevata, corresse lungo il margine nord-occidentale della pianura padana,  lambendo le falde prealpine e riversando la sua benefica linfa sulle campagne non

soltanto del novarese e del vercellese, ma anche oltrepassando audacemente il

 

 

Ticino, sulle campagne della Lombardia occidentale, appena

fosse stata liberata dalla dominazione austriaca.

Attualmente, l’economia agricola delle zone del Vercellese, Novarese e Lomellina  non

sarebbe concepibile senza l’irrigazione, per cui è difficile stabilire l’incremento di reddito portato dall’acqua e reso possibile dalla costruzione del canale Cavour e dalla rete di canali piccoli e grandi che da esso si dipartono. Gia nel 1852 l’ingegnere Noè, nella relazione finanziaria che corredava il proprio progetto esecutivo, prevedeva un aumento del valore capitale dei terreni irrigati per rapporto idrico del solo Canale Cavour di 150 milioni di lire piemontesi.

Oltre che per l’irrigazione, l’acqua dei canali demaniali serve per produzione di forza motrice, sia per piccoli usi agricoli (molini, trebbiatoi, essiccatoi, ecc.) sia per uso industriale,  per mezzo di decine di centrali “ad acqua fluente”.

                                                                                          Alessandra Gianolio

Gabriele Gatta

 


 

Progetto “UrbanLife” a Rivoli

 

 LA NOSTRA AVVENTURA       

 

 

Quest’anno la scuola ha svolto numerose attività extracurricolari molto apprezzate da tutti noi:

4.10.2007

Gita dell’accoglienza ad Albisola Marina e Varazze e… bagno al mare.

26.10.07

Castagnata in compagnia di Suor Renza e zio Mario.

17.12.07

Saggio natalizio allietato da canti e balli davvero originali.

11.01.08

Visita alla mostra “Peggy Guggheneim e l’immaginario surreale”delle classi II e III a Vercelli.

25.01.08

Giornata della Memoria in ricordo dell’olocausto con brani musicali ascoltati ed eseguiti con il flauto.

Dall’ 8 al 12 aprile 2008

Gita d’istruzione in Slovenia,Croazia e Trieste con le scuole di Tronzano e San Germano…decisamente bagnata!

11.04.08

I ragazzi non partecipanti alla gita lunga si sono recati al Lago Maggiore senza nessuna visita, causa…pioggia!

18.04.08

Tutte le classi in visita al Castello di Rivoli per un laboratorio di fotografia sulla modernità.

30.04.08

Classe II al museo di Scienze Naturali di Torino.

 

PROGETTI…

 

OTTOBRE:

FESTA DELL’ALBERO piantati due alberi che speriamo rimangano per i nostri discendenti.

 

FEBBRAIO:

PROGETTO POLLICINO

Spot contro il tabagismo.

 

APRILE:

ATLANTE MULTIMEDIALE

Giornalino sul nostro piccolo paese.

 

In conclusione quest’anno è stato speciale, vogliamo ringraziare tutti i compagni e gli insegnanti che ci hanno aiutato a renderlo unico. Resterà nei nostri cuori anche se ora c’è la paura più grande per noi di III …l’esame!!

GRAZIE A TUTTI!

 

                                        Stella Spatafora

                                     Beatrice Costanzo

 

 

 

 

L’ACQUA: UNA NECESSITA’ VITALE


“Acqua, acqua dovunque e non una goccia da bere”


 

“Nessun programma ha maggiore importanza per il futuro…non solo per noi, ma per i paesi di tutto il mondo…dalla ricerca di un mezzo efficiente ed economico per trasformare l’acqua dei mari e degli oceani…la più grande riserva idrica della natura…in acqua usabile dagli uomini e dalle industrie. Tale realizzazione metterebbe fine alle lotte fra vicini fra stati e nazioni e darebbe nuove speranze a quanti soffrono per la mancanza di acqua dolce…e di tutti i relativi vantaggi materiali ed economici…pur passando la loro vita stentata accanto ad un enorme massa di acqua” queste sono le parole dette nel 1961 da John Kennedy, allora presidente degli Stati Uniti d’America.

L’acqua è molto importante per la vita umana, essa sembra una risorsa rinnovabile, ma invece NO!!! La dose d’acqua potabile diminuisce ogni anno per i cambiamenti climatici e perché l’acqua che si trova nei fiumi,  nei laghi e nel sottosuolo terrestre viene ogni giorno contaminata da sostanze tossiche e rifiuti organici.

Il processo di distillazione dell’acqua è molto diffuso. Con questo processo, nel mondo intero vengono prodotti  circa 6 miliardi di metri cubici d’acqua potabile. Con tutte queste tecniche è possibile ottenere acqua dolce a basso consumo.

Oggi nel mondo sono in funzione più di 12.000 di impianti di distillazione.

In Italia la distillazione ha fatto pochissimi progressi . In tutto, fra acquedotti urbani e industrie, l’acqua dolce prodotta dal mare italiano ammonta di pochi metri cubi all’anno…

La produzione di acqua potabile dal mare per dissalazione ha molti

nemici. Qualcuno sostiene che il prelevamento dell’acqua marina

 

 

 

da avviare agli impianti di dissalazione uccide alcune specie

marine e altera alcuni ecosistemi, disturbi che, comunque, sono sopportabili se si pensa al dolore e ai sacrifici per chi, come il vecchio marinaio di Coleridge ha detto, : “Acqua, acqua, dovunque, e non una goccia da bere”

            

             Flavia Costanzo

 


 

 

 

 

Notizie dal mondo …

 

 

L’emergenza d’acqua

 

L’acqua è una risorsa indispensabile per la vita ed è una risorsa rinnovabile: il “ciclo dell’acqua”, infatti, è un processo naturale grazie al quale l’acqua che evapora nell’atmosfera ritorna sulla terra e alimenta le risorse idriche cui noi attingiamo per vivere.

Purtroppo l’acqua non è distribuita in modo uniforme sul pianeta e, se per molti è continuo oggetto di spreco, per più di un miliardo di persone è un bene inestimabile e un obbiettivo da raggiungere.

 

 

 

I costi dell’acqua

 

La distribuzione d’acqua pulita, lo smaltimento delle acque reflue è la fornitura di impianti igienico-sanitario sono tre elementi cardine per il progresso umano.

Il Rapporto aggiunge “non aver accesso ad acqua pulita” è un eufemismo per indicare che un gran numero di persone manca del tutto di queste risorse.

Ciò significa che le persone vivono a più di un chilometro dalla prima fonte di acqua sicura e che prelevano acqua da canali di scolo, fossi e ruscelli che potrebbero essere infettati da batteri in grado di provocare gravi malanni e morte.

 

Adattato da Onu  Italia (da “Il Sole 24 ore”):

 “Qual è quella città dove un litro d’acqua costa più che nel centro di Londra? Una delle tante bidonville dei paesi in via di sviluppo (PVS)”.

L’amaro indovinello non è una provocazione: a Barranquilla, in Colombia, il prezzo è addirittura il triplo delle città (sei volte quel che si paga a New York).

 

 

                   Cristofor Ghenta

                      Andrea  Soncin