Na stisa d'eva

SINTESI PIANO OFFERTA FORMATIVA A.S. 2007/08

 

SINTESI PROGETTO/ATTIVITÀ

Sezione 1 – Descrittiva

 

è Denominazione Progetto (indicare codice e denominazione del Progetto)

 

P  ......  TERRITORIO, AMBIENTE E ALIMENTAZIONE  - Na stisa d’eva -

          

 

è Responsabile Progetto (Indicare il Responsabile del Progetto)

Docente:  SALUSSOLIA GIANNA- DEREGIBUS ANNALISA

 

 

è Obiettivi misurabili (Descrivere gli obiettivi misurabili che si intendono perseguire, i destinatari a cui si rivolge, le finalità e le metodologie utilizzate. Illustrare eventuali rapporti con altre istituzioni.)

Finalità

 

*      Conoscere il territorio e le sue risorse ed apprezzarne gli aspetti culturali e ambientali;

*      Sviluppare negli alunni l’appartenenza al proprio territorio;

*      Far crescere negli alunni un senso di responsabilità nei confronti dell’ambiente

*      Conoscere le trasformazioni che si sono verificate nel corso dei decenni;

*      Conoscere l’importanza dell’acqua dei fiumi e dei canali per il nostro territorio

*      Conoscere il ciclo dell’acqua

*      Sviluppare atteggiamenti di curiosità, attenzione e rispetto della realtà naturale;

*      Conoscere la storia  e le funzioni dei canali che scorrono nel nostro territorio

*      Aderire alle iniziative riguardanti l’ambiente, riferite al territorio, collegate ai temi affrontati nel percorso curricolare in particolare quelle elaborate da enti e associazioni; conoscere ambienti diversi per riflettere sulle diversità.

*       

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Destinatari ….

 

Metodologie e strumenti utilizzati

 

Tutte le classi della scuola primaria  e secondaria di Bianzè

 

 

 

 

Saranno utilizzate le seguenti metodologie:

*      Metodo della ricerca

*      Lezioni frontali e non frontali

*      Discussione in classe

*      Intervento di esperti

*      Uscite sul territorio, visita ai nonni della casa di riposo

*      Interviste

*      Trasversalità e continuità delle discipline

 

 

 

 

Monitoraggio del progetto (in ingresso, in itinere, in uscita)

 

L’azione di monitoraggio e di controllo è prevista nel seguente modo:

*      Osservazione diretta  da parte di insegnanti;

*      La valutazione dei risultati sarà effettuata in sede di team.

 

 

 

Modalità di documentazione contabile del progetto

 

 

 

 

Modalità di pubblicizzazione del progetto (albo, sito internet, affissione, ecc...)

 

Saranno utilizzate le seguenti modalità di pubblicizzazione del progetto:

*      Pubblicazione sul sito ufficiale dell’Istituzione Scolastica;

*      Giornalino;

*      Inviti e locandine

*      Articoli sulla stampa locale

*      Creazione di CD e DVD

 

 

 

Materiali prodotti nel progetto (relazioni, pubblicazioni, software, ecc.):

Verranno prodotti i seguenti materiali:

*      Mostra, rappresentazione teatrale

*      Pubblicazioni (giornalino, sito ufficiale dell’Istituto)

*      Produzione di CD – DVD riportante le fasi delle attività svolte

Le modalità di valutazione potranno essere:

*      Osservazione durante le fasi dell’attività

*      Sondaggio d’opinione

*      Qualità del prodotto realizzato

 

 

 

è Durata (Descrivere l'arco temporale nel quale il progetto si attua, illustrare le fasi operative individuando le attività da svolgere in un anno finanziario separatamente da quelle da svolgere in un altro.)

Anno scolastico 2007/2008  - inizio progetto ottobre 2007 - fine progetto maggio 2008

 

 

 

 

 


 

 

è Risorse umane (Indicare i profili di riferimento dei docenti, dei non docenti e dei collaboratori esterni che si prevede di utilizzare. Indicare i nominativi delle persone che ricopriranno ruoli rilevanti)

 

Docenti referenti (Deregibus - Salussolia)

Docenti di classe

 

Si prevedono interventi di esperti di associazioni ed enti locali  ( coop, Ovest Sesia. Coldiretti …)

 

Si valuteranno le diverse proposte e possibilità durante il percorso

 

 

 

 

è Relazione didattica

 

 

Il  progetto nasce con la finalità di valorizzare il territorio, perché esplorando il proprio ambiente si promuovono i valori della responsabilità, del rispetto di sé e degli altri, della cittadinanza attiva, della convivenza civile, della tutela dell’ambiente e del valore delle tradizioni che fanno parte della storia locale.

Monitoraggio delle risorse impiegate in relazione agli esiti conseguiti ed ai risultati attesi.

Si utilizzerà una gestione condivisa delle componenti scolastiche con la partecipazione attiva degli alunni; una particolare attenzione sarà riservata ai bisogni relazionali e cognitivi.

Particolare riguardo sarà dedicato alle relazioni tra i diversi ambiti disciplinari ed alla collaborazione con Enti ed Istituzioni extrascolastiche per poter valutare la dimensione degli interventi.

In ultimo si determineranno i tempi e le modalità di verifica per la valutazione del progetto.

 

 

 

 

 

Il nostro giornalino

 

 

 

 

L’acqua è stato l’argomento di un lungo percorso di ricerca che ci ha permesso di conoscere le sue infinite forme che hanno  dato vita a tante piccole storie

 

I bambini della classe terza hanno voluto raccontare la storia della fossa di Bianzè, mentre quelli di quarta come si faceva il bucato una volta.

 

Tutto ciò è stato possibile anche grazie ai racconti e alle testimonianze dei nostri nonni, in particolare i nonni della casa di riposo, dai quali ci rechiamo spesso in visita.

 

 

 


 

L'acqua è poesia

 

 

ACQUA

Acqua

acqua degli zampilli

acqua degli specchi d’acqua

acqua dei fiumi e dei vivai

dei ruscelli e degli acquai

e delle vaschette d’ospedale

Acqua dei pozzi antichissimi

delle piogge torrenziali

acqua delle chiuse e della strada alzaia

acqua degli orologi e dei naufragi

acquolina in bocca

acqua degli occhi aperti oscuri e luminosi

acqua delle terre ghiacciate

e dei mari infuocati

acqua delle caldaie

acqua delle officine

delle vasche da crescione e delle cucine

acqua dolce delle navi

acqua viva della locomotiva

acqua corrente

acqua fantasia vertiginosa

acqua scabrosa

acqua quieta d’improvviso inquieta

acqua dei tifoni dei riflussi dei rubinetti

dei maremoti e dei marosi

acqua delle caraffe sui tavolini

acqua delle fontane e degli abbeveratoi

Jacques Prevert

 


 

 


Si addensan le nubi sulla pianura

il lampo improvviso ci fa un po' paura

brontola il tuono la pioggia cade

poi l'arcobaleno il cielo invade


 

C'è un'acqua di fitte e minuscole gocce

che quando fa freddo ogni cosa avvolge

e nasconde le case, le strade e la gente

quando c'è la nebbia non vedi più niente.


 

Il mare a quadretti da noi puoi trovare

è l'acqua tranquilla delle risaie

ci nasce il riso, e le memorie più belle

ci si specchiano  il sole, la luna e le stelle.


 

C'è un anello di acqua sgorgante

di fresco verde, di argento lucente

É la Fossa : ci piace pensare

che il nostro paese voglia abbracciare

per farlo sentire un paese speciale

un altro posto così non c'è

lo puoi trovare solo a Bianzè


 

 

L'éva 'dla  Fòsa 

 



La  FOSSA  è un grande fosso che circonda il paese di Bianzè.

È stata costruita tanti anni fa,

nel 1780 dai bianzinesi per rendere meno umido il paese

Infatti Bianzè era talmente umido che circolava un modo di dire strano: “PARE LA MORTE DI BIANZÈ”

Però dopo la sua costruzione il paese è diventato più sano.


Lungo il percorso della fossa  ci  sono molte sorgenti e attraverso di esse esce una grande quantità d’acqua limpida e fresca.

In alcuni  punti si possono vedere delle pietre lunghe e una costruzione di cemento: è il posto dove le donne del paese venivano a lavare i panni.

 

Scendevano con i loro pesanti secchi lungo il sentiero, cercando di arrivare per prime per trovare l’acqua pulita.

Era faticoso soprattutto in inverno quando faceva molto freddo, ma non mancava l’occasione di raccontare e commentare i fatti del paese

 

Molti ponti permettono di entrare in paese o nei cortili di alcune case private.

Le alghe, i muschi, l’erba, l’edera gli arbusti, le acacie e il sambuco la abbelliscono lungo tutto il suo percorso.

 


 

I pesciolini, le rane abitano l’acqua e insetti lucertole e tanti uccelli e piccoli animaletti vivono sulle sponde rallegrando il suo scorrere

 

 


 


 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carta d'identità

 

 

 

Nome: Fossa di Bianzè

Luogo: intorno al centro storico

Lunghezza:  2400 m

Data di nascita:  gennaio 1780

Alimentazione: Acque sorgive del sottosuolo

Segni particolari: bellissima

fonti storiche tratte da:

 Cenni Storici sull’antico Borgo di Bianzè e sue chiese”*

CAP VI

Fossa che circonda il paese

 

Nel gennaio del 1780 dopo una lunga lite di 40 anni del Comune di Bianzè col Comune di Borgo d’Ale, s’incominciò a scavare il gran fosso intorno al paese pel declivio dell’acqua e rendere sano il distinto Borgo.

Una gran quantità d’acqua si estrae da tale fosso, e belle fontane d’acqua eccellente si vedono zampillare dopo la collocazione dei tubi.

Prima dell’apertura di tale fossa, a causa del Canale di Cigliano, nel paese di Bianzè, in più luoghi, e persino nel  Coro della confraternita della SS Trinità, sorgeva acqua, come si ebbe occasione di vedere nella carta topografica di Bianzè composta sul finire del scolo decimottavo dal misuratore Ferrero Eusebio.

Era assai allora malsano il paese di Bianzè, e, al punto che vicini e un po’ anche nei lontani paesi, ancora al presente, quando si vuol parlare di una persona male in salute o malanconica, usasi l’espressione”pare la morte di Bianzè”, tale proverbio serve a dimostrare la poca floridezza di salute che godevano gli abitanti di Bianzè, prima dell’apertura della fossa, che rese asciutto e sano l’abitato.

un’altra spegazionedel proverbio: pare la morte di Bianzè, verrebbe secondo altri,dalla tappezzeria che usatasi prima del 1829 alla festa dei mortiper coprire le colonne-pilastri della Chiesa Parrocchiale. Si ebbe occasione di ancora vederle. Erano figure dipinte di scheletri di papi, re,principi, ecc. lunghe come le colonne-pilastri della Chiesa Parrocchiale. Comunque sia la spiegazione dell’indicato proverbio,il paesse di Bianzè era malsano prima dell’apertura della fossa

In seguito all’apertura di tale fossa si entra nel paese mediante ponti salvo verso la stazione perché l’esistente cadde prima del 1850.

 

*Libretto di Don Lino Garrione parroco di Bianzè 24 maggio1913 pag 15-16


Il bucato della nonna -Boà

 

 

Nelle case dei contadini  il pane si faceva una volta ogni due  settimane, il bucato (la boà) una volta al mese. Era una faccenda che richiedeva organizzazione e più braccia, tanto che spesso veniva fatto in società con la famiglia vicina, in uno scambio reciproco.

 

Le donne, caricato un carretto o una carriola di biancheria sporca, andavano al lavatoio. Lì, in ginocchio su una grande pietra al bordo dell'acqua  della fossa, con sapone bruschino e sugo di gomiti, "smollavano" lenzuola, federe, asciugamani, mutandoni, pezze, pannolini e quant'altro

I panni smollati e insaponati erano riportati a casa e accomodati con cura nel grande mastello (sëbbar) che se ne stava alto su toppi di legno. I panni erano poi coperti da un "ceneraio" (sandrao) , ampio telo di fitto tessuto, dove veniva depositato uno spesso strato di cenere (sënnar). La cenere del focolare era stata conservata e vagliata (siasàia) con cura per eliminare i residui di carbonella. Praticamente era il detersivo di allora.

Si incominciava a versare sulla cenere l'acqua calda (èva fiorìa), che passandole attraverso ne riceveva l'umore liscio di fosfati e lo cedeva alla biancheria sottostante, nettandola. Era questo il "ranno" (liscìa).

Tolto il tappo (nata), che chiudeva un apposito foro situato nella parte bassa del mastello, si recuperava il ranno, che rimesso a bollire veniva poi ripassato dal ceneraio alla biancheria. Questa operazione era ripetuta più e più volte.(…. mai in numero pari)

 

Infine tutto restava quieto a freddare fino al giorno dopo, quando, spillato il ranno e tolto il ceneraio, le donne riportavano i panni alla fossa, al lavatoio per il risciacquo, altra operazione faticosa: maneggiare lenzuola di ruvida canapa, tessute a mano, zuppe d'acqua.

 

Infine, i panni strizzati (storsì) a quattro mani erano stesi (stendì) al sole.


 

 

 

 

 

 

 

 

Una volta asciutti,  i pezzi più preziosi venivano stirati col ferro scaldato dalla brace, piegati secondo precise regole (specie le lenzuola, le tovaglie ecc.) e riposti negli armadi e nelle cassapanche.


Piante

 

Camminando lungo la fossa abbiamo osservato la vegetazione che cresce sulle sue sponde. Abbiamo osservato i fiori e le foglie e ricercato notizie e immagini…..

SAMBUCO NERO

Arbusto o alberello caducifoglie a rapido sviluppo con chioma 'allargata ad ombrello'; presenta radici ramificate ma deboli.

Le foglie sono impari, opposte, con foglioline di forma ovale a margine dentato.I fiori sono piccoli di colore bianco portati a gruppi in grandi corimbi e sono commestibili; i frutti sono piccole bacche nero-violacee e sono fonte di cibo invernale per l'avifauna.

 

SALICE BIANCO

Salicaceae

Foglie caduche semplici, quasi lineari e acuminate, di colore verde lucido sulla parte superiore mentre sulla pagina inferiore si presentano pelose e di color argento

In passato i salici venivano tagliati (capitozzati) per ottenere rami da intreccio.

ROBINIA quella che viene generalmente riconosciuta come “gaggia” 

Pianta originaria dell'America centrale e settentrionale, è stata introdotta in Europa da lungo tempo ed è ormai ampiamente naturalizzata. Gli alberi adulti sono pittoreschi, con tronchi dalla tipica corteccia profondamente solcata, rami contorti e fragili, fogliame verde pallido. Foglie pennate con 7-21 foglioline glabre, ovali, spesso dotate di spine alla base. Fiori bianchi, numerosi, in infiorescenze pendule dal dolce e intenso profumo. E' poco esigente rispetto al suolo La robinia è spesso utilizzata per consolidare scarpate, produrre legna da ardere e da lavoro, come pianta mellifera in apicoltura.

 VERONICA MAGGIORE

 (VERONICA CHAMAEDRYS), 

meglio conosciuta come “OCCHI della MADONNA” o “OCCHI di MARIA”, una piccola pianta strisciante radica con minuscoli fiori azzurro cupo che cadono al minimo contatto

 LUPPOLO (HUMULUS LUPULUS)

é un rampicante e lo si può trovare attorcigliato attorno a qualsiasi pianta d’alto fusto. I suoi germogli ( “LUVERTIN”) vengono usati in cucina al burro, alla moda degli asparagi, oppure in frittata,

Il TARASSACO (TARAXACUM OFFICINALE)

é un’altra erba molto comune; meglio conosciuta come “SOFFIONE”, per via della soffice “palla” piumosa che si forma dopo la fioritura e che si disperde nel vento al minimo soffio, in gioventù viene consumato in insalata sia cotto che crudo. Nel dialetto locale viene riconosciuto come “GIRASSOL”, per via del suo fiore giallo simile, in piccolo, a quello del girasole.

  La Viola Mammola (VIOLA ODOROSA)  è una pianta erbacea, perenne. Le foglie sono riunite in una rosetta basale, hanno un lungo picciolo, sono di forma ovale e spesso reniforme, con margine crenato.
I fiori sono profumati, viola, la corolla è formata da cinque petali. 

RANUNCOLO queste piante prediligono i luoghi umidi e paludosi, habitat naturale degli anfibi, sono piante erbacee annuali o perenni a volte con radici tuberose, a portamento eretto, strisciante o galleggianti sull'acqua, le foglie alterne sono intere o divise.

Proverbi in piemontese

 

Gnà nija pu ‘nt al vin che ‘nt l'èva.

Ne annegano più nel vino che nell'acqua.

 

A-i va régola e mësura fin-a a bèive l'èva pura.

Ci vuol regola e misura persin nel bere l'acqua pura.

 

L’eva a fa gni ai ran-i ant la pansa.

L’acqua fa venire le rane in pancia

 

Cativa lavandera treuva mai na buna pera

Alla lavandaia poco capace nessuna lastra per appoggio piace

 


Al nìa ant in bicer d’eva

Annega in un bicchiere d’acqua.

 Si dice di una persona che non ha iniziativa.

Al ris al nas an tl’eva e al deuv mori an tal vin

Il riso nasce nell’acqua e deve morire nel vino

 

Al trova gnanc l’eva an tal Sesia

Non trova nemmeno l’acqua nel Sesia.

 

Questo giornalino è stato elaborato dalle classi 2a e 3a della Scuola Primaria di Bianzè (Istituto comp. di Tronzano) nell’ambito delle attività del progetto “Territorio Ambiente e Alimentazione” che partecipa all’Atlante Multimediale della Cultura Materiale della Provincia di Vercelli